Chi programma un viaggio a Roma, in genere lo fa per visitarne le bellezze del centro, per cui i classici monumenti: Piazza di Spagna, Piazza Navona, la Fontana di Trevi, il Pantheon, il Colosseo, i Fori Imperiali, insomma, tutte le classiche attrazioni che spingono a visitare la città eterna. Eppure, per chi vuole approfondire la bellezza interiore di questa grandiosa città, c’è molto altro ancora.

Viaggio a Roma, non solo i luoghi turistici

Chi desidera visitare Roma fuori dalle solite rotte turistiche, dovrebbe lasciare le vie più blasonate e addentrarsi nel cuore della multietnicità. C’è un luogo sospeso tra il fascino e il mistero proprio all’Esquilino.

Non lontano dalla stazione di Termini, si trova la misteriosa piazza Vittorio, con la sua suggestiva porta Magica. Ci sono diverse storie attorno a questa porta, ma solo il visitatore più attento potrà scoprirne il fascino. Una volta giunti in piazza Vittorio a stupire non è solo la vegetazione che sembra abbracciare la piazza.

Tutto attorno è un brulicare di persone di etnie diverse, dagli indiani ai pachistani, ai cinesi. Può capitare di vedere una sessione di thai chi nel prato, o un indiano vestito con abiti tradizionali che medita su una panchina.

I palazzi di Piazza Vittorio

Per chi si ritrova in Piazza Vittorio, un suggerimento è quello di entrare in uno dei portoni dei palazzi che la circondano. Salite all’ultimo piano e se avete la fortuna di trovare una porta aperta che da sulla terrazza, non perdete questa fantastica occasione: vedrete uno dei panorami di Roma più belli e inediti.

A fare da cornice, poi, ci sono un sacco di variopinti negozi cinesi e, se si cerca con attenzione, un delizioso tempio buddista nel quale si può entrare, sempre portando rispetto per chi prega.

La storia della porta magica

La porta magica, conosciuta anche come Porta Alchemica, ma anche porta dei cieli, è ciò che resta di quella che una volta era Villa Palombara, un sontuoso palazzo edificato nel ‘600 dal Marchese di Pietraforte.

Sta di fatto che il Marchese fosse un grande appassionato di esoterismo, d’alchimia e che frequentasse la corte di Cristina di Svezia. La porta era uno dei 5 ingressi della villa. Come gli altri accessi erano tutti decorati con simboli esoterici.

Ma attorno a questo monumento c’è, come sarà facile immaginare, una leggenda. Infatti, si narra che un misterioso pellegrino, forse identificabile con Francesco Giuseppe Borri, ospitato dal marchese per alcuni giorni, avesse cercato di trasformare una sostanza inerte in oro. L’ultima volta che fu avvistato nella villa fu mentre passava attraverso la porta magica, poi più nulla, eccetto una pagliuzza d’oro che aveva lasciato dietro di sé e delle formule alchemiche.

Per tale motivo il Marchese fece incidere tali simboli sulle porte, sui frontoni e le cornici, quali istruzioni per poter realizzare la pietra filosofale.

Consigli di viaggio

Vale quindi la pena visitare questa splendida piazza dove si respira un’aria popolare, multietnica, e che vi entrerà nel cuore. Ovviamente, dato che il luogo è popolato da persone di diversa cultura, è necessario non essere invadenti o mostrarsi eccessivamente curiosi e, come in tutti i luoghi delle grandi città, è bene tenere gli occhi aperti alla sera tardi.