Un guasto dentro casa è un evento piuttosto comune. Può interessare il lavello, la lavastoviglie, il frigorifero, l’impianto elettrico e anche la caldaia. Ecco perchè, in caso di malfunzionamento della caldaia, urge chiamare un tecnico che possa risolvere la criticità in tempi brevi: non è pensabile poter stare troppo tempo senza acqua calda, specialmente nei mesi autunnali e invernali. Tuttavia, la riparazione caldaia comporta dei costi, che possono essere più o meno alti in base al guasto che si è verificato. È proprio su questo aspetto che molto spesso nascono delle discussioni, anche piuttosto aspre, tra l’inquilino e il proprietario: a chi tocca provvedere alla spesa? 

Riparazione caldaia: cosa dice la Legge

La manutenzione degli impianti è una questione è complessa, dato che se da una parte l’inquilino è tenuto ad avere un’ottima cura di tutto ciò che gli è stato dato in consegna all’interno dell’abitazione, dall’altro lato il proprietario dell’immobile è obbligato ad effettuare tutte le riparazioni necessarie per consentire a chi abita nell’appartamento di poter usufruire di ogni cosa per l’utilizzo garantito al momento dell’affitto. Ecco perchè c’è bisogno di consultare il Codice Civile per capire a chi tocca pagare le spese di riparazione della caldaia: inoltre, a sostegno interviene anche una sentenza della Corte di Cassazione, che ha stabilito quali sono gli interventi e le riparazioni che sono di competenza del padrone di casa e quali invece competono all’inquilino. 

Perchè fare riferimento al Codice Civile? Perchè è proprio questo testo a stabilire con estrema chiarezza se il pagamento della riparazione di un guasto ai danni della caldaia tocca al proprietario di casa o alla persona che abita nell’appartamento. In particolare, l’articolo 1576 sul Mantenimento della Cosa in Buono stato locativo stabilisce che: “Il locatore deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore. Se si tratta di cose mobili, le spese di conservazione e di ordinaria manutenzione sono, salvo patto contrario, a carico del conduttore”. 

Pertanto la legge non ammette interpretazioni: le spese necessarie all’uso dell’immobile sono imputabili al proprietario di casa, salvo gli interventi che si rendono necessari in seguito ad un cattivo utilizzo da parte dell’inquilino. Le spese di ordinaria manutenzione, e quindi anche quelle di piccola manutenzione, sono invece a carico del conduttore. Per piccola manutenzione si fa riferimento a tutti quei lavori che diventano indispensabili a causa del normale deterioramento dei beni: ad esempio la sostituzione del tubo della doccia perchè logorato dall’uso. La Cassazione ha stabilito che i guasti improvvisi della caldaia sono da considerarsi “caso fortuito” o determinati da vecchiaia degli impianti, pertanto le spese non possono essere a carico dell’inquilino. 

Riparazione caldaia: le spese che toccano all’inquilino

Tuttavia, ci sono delle spese relative alla riparazione della caldaia che possono essere addebitate all’inquilino. Tra queste, vanno menzionati i costi della fornitura di energia (e quindi gas, luce, acqua ecc..) ma anche la manutenzione periodica e adempimenti relativi al libretto della caldaia. Inoltre, è a carico dell’inquilino anche la verifica dell’impianto della caldaia da parte dell’Asl e le spese di riparazione in caso di guasti dovuti a mancati controlli sulla caldaia.