Uno dei posti più suggestivi di Roma, un vero e proprio angolo segreto da cui ammirare la città eterna da un punto di osservazione particolare. Stiamo parlando del Giardino degli Aranci, un parco lontano dal caos e dalla frenesia della città che ha una delle migliori viste sulla città di Roma. Questo giardino meraviglioso si trova sul Colle Aventino a due passi dal fiume Tevere e dal Circo Massimo e regala un panorama da stropicciarsi gli occhi. Una distesa di quasi ottomila metri quadri di estensione realizzata nel 1932 dall’architetto Raffaele De Vico, sul terreno che aveva precedentemente ospitato la fortezza dalla famiglia Savelli, dalla quale proviene il nome ufficiale del sito, ovvero Parco Savello. Lo stupendo giardino è occupato dagli alberi di arancio e si può godere di una vista panoramica della città dall’alto tra cui spiccano Castel Sant’Angelo, la cupola di San Pietro, il fiume Tevere, il Gianicolo e l’isola Tiberina. Il viale principale, intitolato “Nino Manfredi” in onore del popolare attore, suddivide in due il parco. Una volta entrati nel Giardino degli Aranci è possibile visitare una piazza centrale dedicata ad un altro attore italiano come Fiorenzo Fiorentini e la fontana realizzata da Giacomo della Porta. All’entrata del parco, su piazza Pietro D’Illiria c’è una fontana composta da pezzi riciclati e assemblati insieme nel 1936 dall’artista Antonio Munõz. I due pezzi di cui è composta questa fontana, la vasca e la maschera, provengono da due luoghi diversi. La vasca è di epoca romana mentre la maschera, che rappresenterebbe il Dio Oceano, è stata spostata diverse volte in varie zone di Roma prima di finire definitivamente in questa magnifica location. Un’antica leggenda narra che queste alberi di arance presenti nel parco facciano dei frutti miracolosi ma è meglio rimanere con il dubbio dato che è assolutamente vietato cogliere i frutti. Il Giardino degli Aranci, un tempo, era l’orto dei frati Domenicani. In realtà l’albero magico di cui parla la leggenda appena citata è collocata nel chiostro dell’adiacente chiesa di Santa Sabina e si può vedere attraverso una piccola apertura presente nel muro di recinzione che circonda il chiostro. Si narra che l’albero nacque spontaneamente dai resti della prima pianta di arance amare portata dalla Spagna nel 1200, da San Domenico di Guzman, fondatore proprio dell’ordine dei Domenicani. Questo posto, visitato al tramonto, è uno degli scorci più romantici della Capitale e costituisce una vera e propria chicca non essendo sempre pubblicizzato nelle guide turistiche ed essendo spesso fuori dalle rotte turistiche maggiormente conosciute. L’ingresso è libero e totalmente gratuito ma consultate sempre gli orari di apertura del parco che variano in base alle stagione per non avere sgradite sorprese e non rischiare di trovarlo chiuso.  

L’occhio della serratura

In una villa situata a pochi passi dal giardino degli Aranci, sul colle Aventino, c’è un enorme portone verde che nasconde un segreto. La città che si vede all’interno appartiene a uno dei più antichi ordini militari, l’ Ordine dei Cavalieri di Malta . Sebbene non sarai in grado di entrare nell’edificio, puoi sbirciare attraverso la serratura e scoprire un piccolo tesoro: una vista spettacolare della cupola di San Pietro in Vaticano. La cosa più interessante è che mentre sei con l’occhio incollato alla porta, vedrai tre paesi contemporaneamente: il Vaticano sullo sfondo, Malta al centro e l’Italia sotto i tuoi piedi. Armatevi di pazienza perché troverete sempre un’interminabile fila di turisti che cercano di immortalare il cupolone con macchine fotografiche, cellulari e tutti i mezzi a loro disposizione.