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Garbatella mon amour

Il nostro amore per la Garbatella non è certo un mistero, ma sono ormai pochi i romani rimasti immuni al fascino di questo quartiere (anzi, rione) storico, non troppo distante dalle mura aureliane. Perchè è proprio ” fascino” la parola chiave per raccontare questo presepe di case popolari edificate durante il fascismo, dove l’ispirazione proveniente dai quartieri inglesi delle case operaie qui ha preso forme bizzarre, estrose, quasi magiche se avete una sensibilità romantica alla Chagall o se avete bevuto qualche litro di troppo nelle osterie della zona.

garbatella romaCasette, viuzze, lampioncini, tutto sembra piccolo alla Garbatella, almeno in quella storica, che parte dai grandi “alberghi” (i palazzi popolari che vantano addirittura una storica visita di Gandhi) della Circonvallazione Ostiense e si snoda a destra di via Guglielmo Massaia,  arrampicandosi verso la Regione Lazio, la scuola Cesare Battisti, e la metro (che però si trova nella parte recente).

Pochi negozi, pochi parcheggi, giusto qualche bar e trattoria prevalentemente dedicati alla cucina romana più tradizionale (ma oggi l’offerta si sta diversificando rapidamente), e tanto verde. Il verde dei “lotti”, che circonda le case, gli stenditoi comuni, le piazze, e che regala una dimensione da piccolo paese a questa costoletta della grande metropoli.

garbatella lotti

Andateci di domenica mattina, quando non si muove una foglia e il silenzio è assoluto. Eh già perchè sono finiti i tempi delle famiglie caciarone, delle tavolate all’aperto, ma non perchè il quartiere abbia perso identità, ma semplicemente perchè non siamo più ai tempi del boom delle nascite, con le famiglie numerose che affollavano le casette lasciando i ragazzini in giro a fare scorribande tra i lotti.

garbatella lotti

E per fortuna sono lontani anche i tempi cupi degli anni ’70 e ’80, quando la Garbatella era considerata un posto pericoloso, invasa da ladruncoli e spacciatori. Oggi avere una casa qui equivale a una piccola fortuna (complice il successo della serie tv I Cesaroni), nonostante l’inesistenze manutenzione dei lotti da parte dell’ATER, o le ridotte metrature delle case.

garbatella romaPerchè dove lo trovate a Roma un quartiere ricco di verde, con case alte massimo tre piani, a due passi dal centro e con una fermata della metro? Un quartiere con un suo spirito, forse non esuberante come quello romanissimo del vicino Testaccio, ma ancora pieno di socialità, che sia quella “rossa” (perchè la Garbatella è sempre stata una zona operaia) o quella religiosa, basti vedere la venerazione per il recentemente scomparso Padre Guido, che ha allevato generazioni di garbatellari nel suo oratorio.

Va bene, mi sono dilungato troppo in questa premessa poco turistica, ma è essenziale comprendere lo spirito del quartiere e il suo equilibrio tra una Roma popolare e verace e un rinnovato interesse “borghese” verso verde e aree urbane a misura d’uomo.

garbatella albergoDiciamo che una buona visita della Garbatella potrebbe cominciare proprio dagli alberghi di cui parlavamo prima, quasi un ingresso “monumentale” al quartiere, da piazza Biffi.

Palazzoni (per gli anni ’20) costruiti per ospitare provvisoriamente i tantissimi sfollati, e ricchi di spazi comuni e ambienti condivisi. L’orologio dell’Albergo Rosso ancora segna le 11:25, orario immobile dal bombardamento del 1944.

Da qui saliamo per via Gugliemo Massaia, e inoltriamoci verso destra una volta arrivati nella piccola via Giovanni da Capistrano: dopo cinquanta metri troveremo la famosa fontana di Carlotta, storica fontanella dal volto femminile che decora la “scalinata degli innamorati”.

garbatella bar dei cesaroniSalendo per via Roberto de’ Nobili (e a seconda dell’orario ci potrebbe stare un pranzetto agli Scalini de Marisa) si arriva all’ormai celeberrimo Bar dei Cesaroni, in origine club della Roma ma oggi trasformatosi in vineria per godere i vantaggi della popolarità televisiva.

Superate l’ex oratorio dela chiesa di San Francesco Saverio, che oggi ospita Teatro Ambra e Ambretta, e risalite per via Giustino de Jacobis, dove l’ottima trattoria Tanto pe’ Magnà anticipa la bella Piazzetta Sant’Eurosia, dove si affaccia il primo lotto della Garbatella, quello che ha fatto da pilota architettonico a tutti gli altri. In piazzetta non mancano altre soste gastronomiche con i tavolini all’aperto, come L’Acino Brillo ad esempio. Non sbagliate: l’arco che vedete è proprio quello dove passava in vespa il Nanni Moretti di Caro Diario.

teatro palladiumOra potete scegliere se godervi un pò di frescura tra il verde che rallegra la piazza della Chiesoletta e dell’Oratorio San Filippo Neri (quello di Padre Guido appunto) magari mangiando una “pizza Cesaroni” da Mi Garba la Pizza o qualche stuzzichino dall’ottimo panificio Valli, oppure arretrare verso Piazza Sauli, ed arrivare fino al Teatro Palladium: vera icona architettonica del quartiere. Una curiosità: l’attico che vede in cima al teatro era quello abitato da Jerry Calà in Vado a vivere da solo.

Questo teatro, che ha avuto un passato di cinemino di periferia (pidocchietto, detto alla romana), è un particolarissimo esempio di struttura liberty, che si riallaccia comunque alla tradizione architettonica dell’antica Roma. Quasi di fronte al Palladium come non consigliare la vera pizzeria del quartiere ovvero Er Panonto: economica, non eccelsa, ma ritrovo intramontabile per le famiglie della Garbatella che vogliono mangiare una pizza alla romana sotto il suo pergolato estivo.

E da qui inoltratevi per le vie più strette (la botte piccola nasconde il vino buono), senza cercare una meta precisa ma affidandovi alla suggestione del momento. Non è questo luogo di monumenti pregevoli o grandi attrazioni, ma il suo segreto è proprio in quei piccoli dettagli (dai comignoli alle finestre ai fregi) creati dagli architetti del tempo, che rendono ogni singola palazzina differente da tutte le altre.

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2 comments

  1. BlueM

    E’ vero che è un processo probabilmente inevitabile, perché, come hai ben scritto, in quale altro posto puoi trovare tanto verde e tanta bellezza a due passi dal centro?, ma io noto come il quartiere stia diventando sempre meno popolare (anche se prima ovviamente me ne lamentavo perché bisogna sempre lamentarsi di qualcosa… eh… lo so!) e invaso anzi da stranieri benestanti (è davvero pieno di inglesi/americani che forse vengono qui solo per studiare, non so, ma sono tantissimi!!!) e altri ricconi vari. Infatti si notano questi mega macchinoni (io non ho alcuna cultura automobilistica quindi non saprei proprio immaginare la marca) che occupano quando va bene metà strada. E’ odioso! Per fortuna ancora si vedono i vecchietti all’angolo a giocare a carte o semplicemente a prendere il fresco della sera e qualche ragazzino che bighellona in strada, però temo che sempre di più si spoglierà dei residenti originari in favore della buona borghesia: per carità, ben venga la rivalutazione ecc ecc, il fatto che non sia più considerato un quartiere “pericoloso” (mi ricordo di quando andavo alle medie, certi ragazzi…!!!!) però mi manca anche quell’atmosfera tutta sua che adesso coi nuovi locali chic sta pian piano perdendo…
    Comunque un bell’articolo e almeno l’architettura (se non lasceranno totalmente allo sfascio tutto) rimarrà sempre qui, sempre bellissima!

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