immagine di mitra

Un Mitreo sotto al Circo Massimo

Sotto molti metri di terra, nascosto nelle viscere della città e a pochi metri dal Circo Massimo, si può ammirare uno dei luoghi più suggestivi e misteriosi di Roma: il Mitreo dell’Ara Massima di Ercole. Questo luogo deve il proprio nome alla vicinanza di quello che doveva essere, in passato, un grande altare dedicato ad Ercole, situato nella zona del Foro Boario a lui consacrata.

 Interno Mitreo circo massimoSiamo esattamente a ridosso della Basilica di Santa Maria in Cosmedin e per raggiungere il mitreo si deve entrare all’interno degli stabilimenti dell’ex pastificio Pantanella, scendere una lunga scala fino a giungere nei sotterranei del complesso che in parte poggiano su antichi muri in laterizio datati al II secolo, appartenenti ad un enorme edificio collegato alle attività di servizio che si svolgevano nel limitrofo Circo Massimo.

Qui, in un’ala al pian terreno, intorno al III secolo, si impiantò un piccolo mitreo, una stretta aula rettangolare di circa 15 m di lunghezza, scandita da tre archi, con un piccolo vano di servizio laterale, pavimentata in tre differenti modi che in passato, molto probabilmente, doveva avere pareti interemente decorate.

Ma cos’è un Mitreo? E’ un luogo sacro in cui, in passato, si riunivano periodicamente per svolgere i propri rituali, i seguaci di Mithra, una particolare divinità di origine frigia, giunta a Roma tramite i soldati e i mercanti che, viaggiando in ogni parte del mondo, recepivano le differenti correnti culturali e religiose, diffondendole poi in tutto l’impero, fino a giungere a Roma.

All’interno del Mitreo dunque i fedeli si riunivano per professare la loro fede e i rituali ad essa connessi, senza tra l’altro entrare in contrasto con la religione ufficiale, che era sempre stata piuttosto tollerante con altri credi e religioni, purché si rispettasse la maestà imperiale.

arredi mitreo circo massimo

 

Del Mitraismo si conosce in realtà ancora poco poiché essendo una religione misterica, prevedeva un certo carattere di segretezza e dunque anche il rituale, strettamente riservato agli adepti, ci è stato tramandato in maniera lacunosa. Sappiamo che il Mitraismo aveva non solo connotazioni misteriche, ma anche iniziatiche: i fedeli, a prescindere dalla loro posizione sociale, potevano  avere un rapporto diretto con la divinità, assicurandosi in questo modo salute e benessere, non solo in vita, ma anche e soprattutto dopo la morte. Vi era dunque un cammino salvifico che ogni persona, rigorosamente di sesso maschile doveva intraprendere attraverso sette gradi di iniziazione che da semplice adepto la portavano mano a mano, attraverso prove difficili e spesso cruente, ad accrescere la propria posizione.

La stessa conformazione del nostro mitreo ci suggerisce che, mano a mano che ci si avvicinava alla parte più interna dell’aula, doveva aumentare anche la sacralità dell’intero luogo. Questa ipotesi sembra confermata anche dalla scelta dei materiali utilizzati per le decorazioni: i pavimenti realizzati con semplici mattoncini all’ingresso, lasciano posto nell’ultima parte a pregiati marmi policromi. Era invece nella piccola stanzetta laterale che molto probabilmente gli iniziati potevano indossare i paramenti sacri adatti al rituale e in alcuni angoli dovevano inoltre trovarsi vasi contenenti acqua lustrale, usata per purificare il proprio corpo prima della celebrazione.

immagine di mitra

Ma chi era Mithra? Il dio Mithra, rappresentato come un giovane in abiti di foggia orientale, è connesso all’ordine cosmico, alla rigenerazione della vita terrena e alla speranza di una vita ultraterrena. Il suo culto è associato tra l’altro anche a quello del dio Sole, nella sua caratteristica di Invitto, cioè invincibile, poiché ogni giorno risorge dalle tenebre e ridona vita al mondo. Al centro della liturgia mitraica vi è la tauroctomia, cioè l’uccisione sacrificale da parte del giovane dio, del toro cosmico, simbolo di tutte le forze rigeneratrici della natura: dal suo sangue e dal suo sperma infatti il mondo conoscerà una nuova vita e, come lo stesso Mithra, anche gli iniziati potranno, rievocando lo stesso sacrifico, garantirsi un contatto diretto con la divinità e la possibilità di una salvezza ultraterrena. Come ci mostrano i resti di una lastra marmorea in bassorilievo rinvenuta all’interno del mitreo, raffigurante proprio la tauroctomia, un ruolo importante nella vicenda lo avevano anche vari astri celesti come la Luna e le Stelle, e curiosi animali come il cane, lo scorpione, il serpente e il corvo, simboli della natura, del maligno e della divinità.

interno mitreo circo massimoSi è pensato inizialmente che all’interno del Mitreo avvenisse realmente il sacrificio del toro, ma le ultime teorie in materia sono molto caute nella valutazione poiché in effetti l’ambiente è molto piccolo ed è seminterrato, difficile cioè da raggiungere per un animale così grande, soprattutto se si pensa che al suo interno dovevano inoltre essere presenti almeno una ventina di persone, tutte disposte lungo le panche in marmo dell’aula. E’ quindi più probabile che il sacrificio del toro fosse sostituito con una rito simbolico: forse dell’acqua, del pane e del vino che i commensali, mangiavano dopo la consacrazione.

Molte sono le affinità tra questa religione e il Cristianesimo: Mithra nasce il 25 Dicembre, giorno del solstizio invernale, proprio come Gesù; entrambe le divinità sono collegate alla terra, in quanto Mithra nasce da una roccia e Gesù viene alla luce in una grotta. Entrambe le religioni hanno carattere iniziatico e salvifico, sono proiettate a credere in una vita dopo la morte e il rapporto con la divinità è personale. Ma anche le differenze sono in realtà molte: una fra tutte il Mitriasmo non era aperto alle donne e non aveva carattere di esclusività.

Il fascino di questa religione è davvero notevole soprattutto se si pensa che mitrei come questo sono sparsi in tutta la città, nascosti sotto chiese o altri edifici. C’è addirittura chi disse che se il mondo non fosse diventato cristiano probabilmente sarebbe diventato mitraico, a ribadire proprio l’importanza che questa religione ebbe fino al IV secolo.

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale


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