dove mangiare a roma: panini tricolore a rione monti

Rione Monti deserto e il panino Tricolore

Non sono abitudinaria, certo mi affeziono ai posti, alle situazioni, alle luci, ai sapori, ma se ho scelto Roma come città in cui vivere, è perché riesce a stupirmi sempre. Qualche sera fa per me era una sera importante: dovevo incontrare un amico che non vedevo da anni e non conosce la Capitale.

Pioveva, e Roma, lo sappiamo, non è stata pensata con la pioggia, quando piove è un disastro, non è un ombrello a salvarti, ti “fracichi” uguale, dal basso, da dentro. Insomma avevo questo appuntamento con un caro amico che non vedevo da anni e allora “dove lo porto”? Troppo poco tempo, troppa tanta pioggia, troppo da vedere a Roma. Ci siamo incontrati a Piazza della Repubblica che, soprattutto di sera, è sempre molto affascinante.

tricolore3Ero in ritardo e per farmi perdonare dell’attesa l’ho invitato a guardare la Fontana delle Naiadi del Rutelli (antenato del più noto politico) con la Ninfa dei Laghi, quella dei Fiumi, quella degli Oceani e quella dei Mari che gettavano, letteralmente, acqua al vento.

“Molto suggestivo”, mi ha scritto, “ma che vento! Sono abituato al placido freddo di Milano e ai miei capelli sempre in ordine”. Ci siamo riabbracciati davanti alle porte della Basilica di Santa Maria degli Angeli, con le anime in altorilievo a guardarci.

Roma cambia tra il giorno e la notte e anche in base alle stagioni. Muta come mutano le scale del Castello di Hogwarts in Harry Potter, è piuttosto comune ammettere di essersi persi, è del tutto normale, ed ero arrivata in ritardo perché avevo tentato un percorso alternativo per fare prima, ma mi ero persa.

Ho deciso che avremmo fatto Via Nazionale e saremmo andati a mangiare qualcosa a Rione Monti. Siamo passati per la Piazzetta della Madonna dei Monti, di solito sempre così popolata, e non c’era nessuno, sembrava notte fonda. Poi ci siamo diretti in Via Urbana per provare un posto di cui avevo letto qualcosa e che mi aveva incuriosito: Tricolore – panini gourmet. L’idea mi è piaciuta subito: “il panino d’autore”.

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E’ un piccolo locale, con il bancone della cucina che fa da protagonista. Lo chef è giovane e molto curato nell’aspetto e la ragazza che ci accoglie è molto gentile e sorridente.

Ci sediamo, il menù è originale: sono fogli in A4 su una cartelletta tipo quelle che usano i presentatori in tv. Due pagine, con forse quindici tipologie di panini, uno più attraente dell’altro.

Il principio di un buon panino sta nel pane, e al Tricolore trovi il pane di patate, il pane al cavolo nero, quello al nero di seppia o al thè. Il pane cambia forma per meglio adattarsi al suo contenuto.

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Vi svelerò solo il mio panino. E’ arrivato in una scatola bianca con il logo del locale – dopo un attenta lettura e una piccola intervista allo chef a cui ho chiesto delle spiegazioni: pan di patate con guancia di fassona cotta per nove ore a bassa temperatura, pepe e alloro.

Sapori perfettamente equilibrati, una conquista. Lo consiglio a gran voce, che si vada di fretta ma anche quando, un po’ come è capitato a me l’altra sera, siete in una di quelle serate speciali in cui va tutto bene, vi prendete tempo e state bene.


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1 comment

  1. Aldoarda

    Buonissimo posso confermare. Chiamarli panini è riduttivo questi sono dei piccoli capolavori, grazie di avermelo ricordato

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