Caracalla: le splendide terme imperiali

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Non è semplice scrivere un post su un luogo così ricco di riferimenti storici, architettonici e culturali.  Proviamo allora a togliere per un attimo tutte le sovrastrutture e a immaginare la Roma del tempo come se ci fossimo effettivamente dentro, insomma prendiamo sandali e asciugamano e…andiamo alle terme!

caracalla6Siamo nel 217 dopo Cristo circa, e l’imperatore al potere è Caracalla (o meglio, Marco Aurelio Antonino Bassiano detto Caracalla, infatti il vero nome di queste terme è Thermae Antoninianae).

Le terme sono un punto centrale della vita romana, e mentre i cittadini più nobili e ricchi frequentano altri centri termali magari più centrali, il popolo si fa questa bella scarpinata nel verde fuori le mura, oltrepassando il Circo Massimo e arrivando fino a qui per qualche nuotata nelle piscine, e un pò di refrigerio o riscaldamento a seconda della stagione e del tipo di vasca scelta per il bagno.

Queste erano di fatto le vere terme cittadine pubbliche e all’epoca l’atmosfera doveva essere vivace e gioviale come quando oggi si va allo stabilimento balneare (mi perdonino gli storici). La loro imponenza poi, era da togliere il fiato: ancora non esistevano le Terme di Diocleziano quindi non si era mai visto niente del genere in città.

All’epoca il grado di bellezza delle opere pubbliche era l’indice della magnificenza dell’Imperatore, quindi non c’è da stupirsi nel trovare tanto sfarzo per un luogo destinato al popolo.

Dopo la scarpinata dicevamo, si arriva nel grande giardino circostante, si incontrano gli amici e si scambiano due chiacchiere sui fatti del giorno. Poi ci si saluta e ognuno sceglie dove andare a sciacquettarsi: alla Natatio a fare due bracciate? Al Frigidarium per trovare sollievo dall’afa? Magari tutte e due, e poi ci sta pure un bel massaggio ristoratore (a quell’epoca l’arte del massaggio era diffusissima a Roma)! Intanto si ammirano i mosaici sul pavimento, gli affreschi sui muri, e i giochi d’acqua con le cascate che dall’alto portano acqua alle vasche centrali.

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Oggi vediamo solo le grandiose mura (alte fino a 30 metri)  e alcuni mosaici, ma nei disegni che ricostruiscono le terme nel loro fulgore si capisce che l’ambiente era curatissimo e ricco di decorazioni. Giusto per fare un esempio: il Toro Farnese, e l’ Ercole Farnese, che oggi sono opere ammiratissime nel Museo Archeologico di Napoli, erano solo alcune delle statue decorative di queste sale. Le terme erano insieme ai templi e ai mercati, i luoghi simbolo della città. Qui si praticava sport, ci si prendeva cura del corpo, si veniva a passeggiare, a studiare (c’erano ben due biblioteche), a socializzare e a svagarsi, in altre parole: erano il circolo ricreativo del cittadino, e da qui passavano anche 8000 persone al giorno.

Le Terme di Caracalla hanno vissuto trecento anni di grande splendore, fino al decisivo attacco dei visigoti (537 D.C.) che per togliere approvvigionamento idrico ai romani e prenderli per sete, distrussero alcuni acquedotti, tra i quali quello dell’Acqua Marcia che alimentava le piscine termali.

caracalla7Visitare oggi queste Terme è ovviamente doveroso, ma occorre fare uno sforzo di immaginazione notevole per immaginarsi come poteva essere all’epoca. Certo, sono rimaste le mura colossali, ma a mio parere andrebbero collocate all’interno del sito delle gigantografie (se non dei video) in grado di mostrare con chiarezza al visitatore il loro vero aspetto: gli sparuti disegnetti presenti, non sono abbastanza.

Non posso descrivere qui la parte sotterranea delle terme, perchè (come di consueto accade a Roma) queste erano chiuse al pubblico. Un addetto ci ha parlato di allagamento dovuto alle piogge, un altro ha confessato che “non ci sono soldi per il personale”, e qui scende il solito magone che prova chi abita nella città più importante (storicamente parlando) del mondo occidentale e la vede trattata come una meta turistica di serie zeta.

Ma a parte queste considerazioni, non mancate di venire qui durante il vostro soggiorno a Roma, magari percorrendo a piedi il percorso Appia Antica, Terme di Caracalla, Circo Massimo, Palatino, Colosseo, Fori Imperiali. Se volete farvi un’idea di come poteva essere la Roma Imperiale e non avete molto tempo fate questa lunga passeggiata e coglierete in pieno il mix tra imponenza, dolci pendenze, ampi spazi verdi,  grandi opere e morfologia del territorio che fanno di questo percorso il vero ingresso di Roma.

Indirizzo: Via delle Terme di Caracalla, 52


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