Teatro Marcello: il piccolo Colosseo

Non c’è dubbio che lo scorcio del teatro di Marcello, conosciuto in città come “teatro Marcello”, con le possenti colonne di lato e il Portico d’Ottavia sul fondo sia una delle cartoline più incantevoli di Roma. Del resto siamo accerchiati dalla bellezza: da un lato si sale verso il Campidoglio, dall’altro il fiume Tevere, e dall’altro ancora le stradine del caratteristico Ghetto di Roma.

Qui le varie epoche storiche sembrano convivere con grazia, e in solo scatto immortalerete un teatro costruito prima di Cristo, resti di templi antichissimi, case medievali, una chiesa dell’ ottavo secolo e la triste storia recente della persecuzione antisemita. Un quadro da togliere il fiato, fidatevi di noi.

Teatro Marcello e Portico d'Ottavia a Roma

Il vecchio caro teatro Marcello, tanto bello e moderno da divenire modello architettonico di teatro (il Colosseo, che nacque ottant’anni dopo, non vi ricorda niente?) fu iniziato da Giulio Cesare ma ultimato da Augusto (11 a.c.), in ricordo dell’amatissimo nipote Marcello, figlio della sorella Ottavia alla quale invece intitolerà il portico. Quel portico di Ottavia di cui oggi possiamo solo intuire la possenza, che si estendeva fino a piazza Campitelli ed era il lussuoso viale d’accesso al teatro.

Teatro Marcello a RomaQuesto era infatti uno dei tre teatri di Roma, luogo di svago per nobili ricchi e poveri plebei, che ne affollavano le gradinate (il teatro poteva ospitare 15.000 persone) per divertirsi ma anche istruirsi, dato che le grandi opere di Augusto miravano proprio ad educare la popolazione attraverso l’esempio e la cultura. Questo fu il primo “teatro stabile”, ovvero realizzato in muratura, mentre i teatri precedenti erano in legno, fatti per essere montati e smontati alla bisogna.

Interno del Teatro Marcello a Roma

Paradossalmente oggi non possiamo trarre da questo luogo gli stessi benefici degli antichi, perchè…non ci si può entrare. Siamo riusciti a passeggiare tra le arcate del piano terra e del primo piano grazie ad una apertura straordinaria, ma pare che l’interno del teatro sia assolutamente precluso.

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Questo perchè il teatro è…abitato, nella sua parte superiore, da discendenti degli Orsini o forse da studi notarili, o dalle sorelle Fendi (si favoleggia di appartamenti del costo di 36 milioni di euro).

Colonne del Teatro Marcello a Roma

Se oggi ci scandalizza l’idea di un palazzo costruito sugli antichi resti, pensiamo che prima degli smantellamenti di Mussolini qui era pieno di chiese, palazzetti e vari edifici medievali, tanto che il teatro in rovina era a stento visibile, ed era considerato un rudere buono solo per cavarci il marmo. Oltretutto l’area era quasi interrata, a causa delle frequenti piene del Tevere che riempivano di detriti le zone vicine al fiume.

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Le tre colonne altissime che ancora oggi si ergono accanto al teatro, sebbene ammodernate da Augusto, appartengono all’antico tempio di Apollo Sosiano che sorgeva qui insieme al tempio di Bellona: questa zona del Campo Marzio era infatti sacra e dedicata al dio della bellezza già 500 anni prima di Cristo.

CONSIGLIO TURISTICO 1:

I romani lo sanno, ma forse il turista no: qui siamo nel punto più antico di Roma. Se vi spingete un pò a sinistra vedrete la chiesa di San Nicola in carcere (con le colonne romane incastonate nelle pareti) costruita sopra i tre tempi cittadini che si affacciavano sul Foro Olitorio, ovvero il mercato di frutta e verdura dell’epoca. Entrate quindi nella chiesa e scendete nei suoi sotterranei.

CONSIGLIO TURISTICO 2:

Costeggiate il Teatro dal lato basso e sbucherete nella via principale del Ghetto (Portico d’Ottavia), tra ristorantini all’aperto e forni prelibati. L’atmosfera di un villaggetto (andateci la domenica mattina) nel cuore antico di Roma.


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