Lo Stadio di Domiziano è tornato

Ogni giorno migliaia di turisti affollano Piazza Navona, spesso ignari di camminare sopra il glorioso Stadio di Domiziano. Se guardiamo con attenzione la forma della piazza e dei palazzi che la circondano e ci abbassiamo di una decina di metri nel sottosuolo, potremo delineare perfettamente la forma degli spalti e della pista del più grande stadio atletico della Roma antica (e il più grande stadio in muratura del mondo), per altro costruito in soli sei anni.

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domiziano5Per fortuna da dicembre 2013 non dobbiamo solo limitarci all’immaginazione ma possiamo visitare concretamente una parte di questo luogo, ora aperto tutti i giorni.

Si entra da Via di Tor Sanguigna (a nord di Piazza Navona) e con un modico prezzo di 3 euro si accede ad una porzione di questa gigantesca costruzione (265 per 106 metri), una porzione piccola ma perfettamente in grado di farci intuire l’interezza dello stadio.

Questo grazie anche ai pannelli esplicativi e ai filmati proiettati a ciclo continuo, che mostrano una ricostruzione della Roma dell’epoca (86 d.C.), dove non solo possiamo vedere le fattezze originarie di questo edificio, ma anche quelle del Palatino, dei Fori Imperiali e di vari templi romani.

domiziano2Stadio atletico dicevamo, perchè qui si svolgevano principalmente competizioni podistiche, ma dato che per i romani mente e corpo erano sempre collegati, in questo luogo si sfidavano anche i migliori oratori, in veri e propri duelli verbali.

Al Colosseo invece si svolgevano i combattimenti tra gladiatori, e al Circo Massimo le corse dei cavalli, per non far mai mancare al popolo quei divertimenti e quelle distrazioni la cui mancanza avrebbe causato malcontento e rivolte.

domiziano3Piazza Navona prende proprio il suo nome da “agone” (competizione), pian piano storpiato in “nagone”, “nagona” e quindi “navona”. Immaginate quali reperti e quali tesori si possano trovare quindi nelle cantine dei palazzi intorno alla piazza, che sono stati fondati esattamente sugli spalti dello Stadio di Domiziano. Incalcolabile era il numero delle statue decorative, tra le quali possiamo citare proprio quella conosciuta più tardi come Pasquino e divenuta protagonista della Roma del 1600/1700, in una città dove ogni cosa ci rimanda avanti e indietro nel tempo.

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Chi ha una conoscenza anche minima di Roma sa che per comprendere appieno questa città occorre molta elasticità mentale e la capacità, come dicevamo, di vedere le cose su diversi livelli temporali. Quando guardiamo una chiesa magari stiamo in realtà guardando anche un tempio preesistente, e forse anche una primitiva abitazione ancora precedente.

E la sovrapposizione tra questo stadio antico e la meravigliosa piazza barocca, grazie ad una geometria inalterata nei secoli, ci aiuta a comprendere facilmente questa multitemporalità, quasi come se avessimo davanti un Bignami per capire la Roma visibile oggi.


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