Pantheon

Una sfera perfetta di nome Pantheon

In una qualsiasi passeggiata sia del turista frettoloso, sia del romano allo struscio in centro, il Pantheon (o la Rotonda o la Ritonna come dicono i romani)  è  una meta costante. Ci si può arrivare percorrendo una delle strette stradine che si irradiano nel centro storico: da via del Seminario direttamente dal Corso, da Piazza Montecitorio per i vicoletti intorno a Via della Maddalena e Piazza Capranica, da Piazza Navona passando per Corso Rinascimento, o dall’Argentina per Via dei Cestari.

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Non voglio raccontare la tutta storia del tempio di Agrippa, ricostruito nella forma attuale dall’imperatore Adriano nel II sec. d.C., ma del fascino di un edificio unico, per forma, per posizione, per bellezza, per fastosità, per storia, conservato intatto fino ai giorni nostri: pavimento, nicchie, colonne e decori interni non sono praticamente cambiati dall’epoca degli antichi romani. Ma un po’ di storia e di descrizione ci vuole per forza.
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Il tempio Pantheon (“tutti gli dei”  dal greco)  era nato per arricchire la zona del Campo Marzio e fatto costruire da Marco Agrippa, genero di Augusto, intorno al 27-25  a.C. (l’iscrizione originale di dedica, presente sulla facciata dell’edificio recita: M•AGRIPPA•L•F•COS•TERTIVM•FECIT – Marco Agrippa figlio di Lucio, console per la terza volta, edificò).

Di pianta rettangolare, in travertino  come molti altri templi presenti a Roma all’epoca, era rivolto verso Sud. Poi fu distrutto da un incendio, restaurato e poi distrutto ancora. Sotto il regno di Adriano venne ricostruito nella forma che ancora oggi ci appare. L’orientamento però fu invertito, con l’affaccio verso Nord.

Pantheon_6L’edificio è costituito da un pronao, arricchito da colonne costruite con granito egiziano di Assuan, e capitelli corinzi di marmo greco, e una grande stanza circolare. Si accede all’interno attraversando un portone bronzeo  il più grande fra i tre superstiti di epoca romana.

La particolarità del Pantheon è proprio questa grande camera circolare, un cilindro, e la sua cupola semisferica. L’altezza del cilindro è uguale al raggio della sfera (21,72 m) e l’altezza dell’edificio è uguale al diametro: una sfera perfetta, le cui misure si avvicinano alla sezione aurea.

Il tetto è a tutt’oggi la più grande cupola di cemento priva di rinforzi del mondo. Essa è decorata internamente a cassettoni di grandezza decrescente dal basso verso l’altro anch’essi con una funzione strutturale di alleggerimento della struttura.

pantheon_aParticolarissima e studiatissima è stata la modalità costruttiva di questa enorme cupola autoreggente. Innanzi tutto essa risulta molto stabile grazie sia  all’utilizzo di materiali sempre più leggeri dal basso verso l’alto e  anche lo spessore della muratura si assottiglia salendo. E’ stata inoltre utilizzata una speciale  tecnica di costruzione che ha prodotto un materiale costruttivo particolarmente resistente, praticamente un monoblocco in cementizio romano. Oggi una cupola del genere sarebbe difficilmente realizzabile con le moderne tecniche senza prevedere una solida armatura in ferro. Al centro si apre un oculo di circa 9 metri di diametro dal quale l’ambiente viene illuminato.

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Il pavimento a mosaico, realizzato con preziosi marmi policromi proveniente da ogni parte del Mediterraneo, è leggermente convesso verso l’esterno e concavo al centro per far sì che quando piove, la pioggia che scende all’interno del tempio attraverso l’oculo possa defluire dai fori di scolo.

L’interno del Pantheon è spettacolare: lo spazio immenso ci fa sentire molto piccoli e poi la luce. Gli occhi vanno subito verso l’alto per la presenza della cupola e del suo occhio luminoso. 

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Lo spot di luce solare che entra dall’oculo  viene proiettato nella parte superiore della cupola  durante l’inverno per spostarsi sul pavimento durante l’estate. Ma la situazione più interessante è quello che avviene fra Marzo e Aprile, in particolare il 21 Aprile data nella quale tradizionalmente è fissata la nascita di Roma: il sole a mezzogiorno va a illuminare perfettamente il portone di ingresso dando l’impressione che si accenda una luce circolare proprio intorno all’arco.

Pantheon_4Si può immaginare che effetto scenografico l’imperatore aveva escogitato quando entrando nel tempio per i rituali, veniva illuminato dal fascio solare.

Se andate a visitarlo scegliete quindi quest’orario con una piccola attenzione: al tempo dei Romani non era in vigore l’ora legale.

Oggi nel Pantheon trasformato nel 609 in chiesa cristiana con il nome di Sancta Maria ad Martyres, sono conservate le tombe di personaggi illustri: i pittori Raffaello Sanzio e suoi discepoli Giovanni da Udine e Perin del Vaga, Baldassarre Peruzzi, Annibale Carracci e Taddeo Zuccari, il violinista e compositore Arcangelo Corelli,  lo scultore  Flaminio Vacca e reali d’italia il re Vittorio Emanuele II di Savoia, il re Umberto I di Savoia la sua consorte la regina Margherita di Savoia.

La fila dei turisti per entrare a visitare questo luogo è, in tutte le  stagioni, ininterrotta. Quindi armiamoci di santa pazienza e attendiamo il nostro turno: lo spettacolo a cui assisteremo è magnifico e vale sanz’altro la pena di un piccolo sacrificio.


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