San Giovanni: la Cattedrale di Roma

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Secondo la Bibbia e parte della psicologia, il nome racchiude l’essenza e la missione di una persona. Nella Chiesa Cattolica il nome Giovanni spetta a personaggi fondamentali: Giovanni Battista, il più grande tra i profeti, e Giovanni  apostolo, il più celebre evangelista e discepolo prediletto da Cristo.Non sorprendetevi troppo allora se la Basilica di S.Giovanni in Laterano che porta il loro nome (in un primo tempo dedicata al SS. Salvatore) si fregia anch’essa di un onore unico: essere Cattedrale di Roma.

Avete inteso bene: la sede del Papa in quanto Vescovo di Roma è S.Giovanni in Laterano, e questo la rende “madre e capo di tutte le chiese della città e del mondo”. Tuttora vi è la cerimonia della “presa di possesso” di S.Giovanni da parte dell’uomo di bianco vestito. Fino al 1309 inoltre, prima della “cattività avignonese”, la dimora dei Papi era l’attiguo Palazzo del Laterano; al loro ritorno a Roma si stabilirono a S.Pietro e ciò dura tuttora.

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La denominazione “in Laterano” viene da una semplice ragione: la Basilica sorge su un terreno in origine appartenente alla famiglia dei Laterani, poi divenuto possesso degli Imperatori. Costantino lo donò al Papa dopo l’Editto di Milano affinchè vi fosse edificata la prima Basilica cristiana in Roma, e contribuì alla sua realizzazione con denari della propria tasca imperiale. Questo suo essere la “primizia” delle Basiliche spiega perché sia la Cattedrale di Roma.

Attigui alla Basilica vi sono anche tre monumenti, che non posso qui approfondire per ragioni di spazio ma vi consiglio caldamente di non perdere: Chiostro, Battistero e la commovente Scala Santa.

Due aneddoti (uno dei quali assai macabro):

Qui l’imperatore Carlo Magno ricevette il Battesimo nella Pasqua del 774. E soprattutto qui avvenne un evento altamente drammatico, degno di un romanzo noir o d’una novella di Edgar Allan Poe: il “Sinodo del cadavere”! E’ il gennaio 897, Papa Stefano VI fa processare il precedente Pontefice Formoso per tradimento e sacrilegio. La salma del defunto viene teatralmente riesumata, rivestita dei paramenti pontifici, posta su un trono e processata; la sentenza è di condanna, le misure di Papa Formoso vengono abolite (saranno riabilitate più di un secolo dopo) e le tre dita della mano destra, con cui benediceva, gli vengono strappate via! “Damnatio memoriae” in piena regola. E al termine di un animoso corteo, il suo sfortunato cadavere viene infine gettato nel Tevere.

Ma torniamo al mondo dei vivi e della bellezza. La Basilica che vediamo oggi è il frutto di un elegante “restyling” maturato in età barocca: Papa Innocenzo X scelse come suo personale regista per questo sogno il Borromini, genio in eterna rivalità con Bernini.

sangiovanni3Appena entrati sulla destra troverete un frammento di affresco di Giotto, “Bonifacio VIII che indice il Giubileo del 1300”: prestategli attenzione, è quasi l’unica opera di Giotto in Roma!

Nella sterminata “prateria” della navata centrale potete invece godere appieno l’inventiva di Borromini. I rocciosi pilastri racchiudono le antiche colonne e si alternano ad archi leggiadri secondo una squisita geometria.

Al livello più alto cornici ovali sono splendidamente abbellite da temi vegetali raffiguranti querce, palme, allori, come a voler esprimere che la natura ha origine in Dio e che i suoi elementi sono simboli sacri. Al livello intermedio dei bassorilievi ci mostrano episodi della Bibbia come miniature di vita quotidiana.

E, al di sotto, tabernacoli di pregiato marmo verde racchiudono santi personaggi: le statue dei dodici Apostoli, con S.Paolo a sostituire Giuda Iscariota il traditore.

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Ognuna di queste statue è un capolavoro, persona in marmo con proprio temperamento e propria vita. Sono state lavorate da scultori di scuola berniniana, come Rusconi e Le Gros; a disegnarle quasi tutte è stato invece Carlo Maratta, marchigiano come me, pittore e disegnatore di estrema grazia. Dovrei lasciarne integralmente a voi l’osservazione: ma non riesco a tacere la concentrazione di Matteo che calpesta i denari precedentemente amati, la fierezza di Bartolomeo nel mostrare la sua pelle scuoiata, la tensione verso le cose celesti e divine del giovane Giovanni, l’animosità del colto e combattivo Paolo, e la mole possente della roccia Pietro.

Il percorso tra questi personaggi rende visibile che gli Apostoli sono le dodici colonne della Chiesa, salde e sicure poiché poggiate sul loro incontro storico e personale con Cristo. Alla fine di questo breve “pellegrinaggio”, vi attende lo slanciato baldacchino gotico di Giovanni Di Stefano: i due busti dorati vi indicano che qui son conservati i più grandi tesori della Basilica, le teste dei Santi Pietro e Paolo (mentre i loro corpi riposano nelle Basiliche rispettivamente dedicatigli).

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Nello splendido transetto troverete infine affreschi di fatti storici e leggendari riguardanti la fondazione della Basilica e alla conversione di Costantino, eventi intimamente uniti, e nell’abside la Cattedra Papale sotto un rifacimento di preziosi mosaici duecenteschi.

Ma se dovessi racchiudere la Cattedrale di Roma in un’immagine, sarebbe di certo la navata con i dodici Apostoli: dodici giganti che con la propria mole sostengono il peso della Chiesa e consentono a ciascuno di noi d’entrarvi, come nella propria casa.


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