Visitare i Musei Vaticani a Roma

Musei Vaticani: Pinacoteca e Stanze di Raffaello

Si dice che non c’è due senza tre…e non c’è San Pietro senza i celeberrimi Musei Vaticani, che sono meritatamente i protagonisti del mio terzo articolo su Romadvisor. Essi racchiudono un’immensa collezione artistica, tra le più estese a livello mondiale, in quanto accumulata dai Papi lungo il corso di vari secoli.

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Dobbiamo ricordarci che molti Papi dell’epoca rinascimentale provenivano da famiglie nobili ed erano assidui collezionisti di opere d’arte. Avevano anche un orgoglio non indifferente: ognuno di loro voleva essere ricordato dalla storia, e dunque commissionava opere nuove e più ricche dei predecessori. E se il loro attaccamento alla gloria può esser dispiaciuto al buon Dio, di certo non offende noi: anzi, è grazie ad esso che possiamo ammirare questa inestimabile bellezza.

museivaticani2Occorrerà che vi orientiate in questo mare di scale, saloni, appartamenti, cortili. I Musei comprendono principalmente la Pinacoteca, il Museo Pio-Clementino (dedicato alle statue antiche, tra cui imperdibili sono il Laocoonte e l’Apollo del Belvedere), le Gallerie degli arazzi (pregevolissimi), dei candelabri e delle carte geografiche, la Sala dell’Immacolata, le Stanze di Raffaello, la collezione d’arte moderna (e se la apprezzate, spendeteci un po’ di tempo: incontrerete personaggi come Van Gogh, Dalì, De Chirico, Chagall…non male come compagnia!). E, ovviamente, la Cappella Sistina.

Quanto alla Pinacoteca, in Italia ce ne sono di più grandi e celebri: gli Uffizi e Brera. Ma in qualità i dipinti vaticani non soffrono certo di un complesso d’inferiorità.

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La Pinacoteca

museivaticani3Nelle prime sale troverete un solenne polittico di Giotto, originariamente destinato all’altare di S.Pietro. Superati un paio di quadri di Perugino, delicati come una fiaba, vi troverete nell’ampia sala VIII che è il trionfo di Raffaello; ai lati sono esposti dei grandiosi arazzi realizzati da artisti fiamminghi su disegni di Raffaello, e al centro della sala troverete tre dipinti del maestro di Urbino, tra cui il suo ultimo – e assoluto – capolavoro: la “Trasfigurazione”.

Diversi critici d’arte han notato come in nessun’altra opera il Cielo sia stato rappresentato così sensibilmente, così verosimilmente: vi interesserà sapere che Raffaello stesso riferisce di aver avuto l’ispirazione per questo quadro mentre era in preghiera. La figura di Gesù è tra le più belle dell’arte di ogni tempo e latitudine, rilucente di una pace perfetta e leggiadra come il corpo di un risorto – la Trasfigurazione viene letta infatti come un’anticipazione della Resurrezione.

Troverete nella sala successiva un disegno incompiuto di Leonardo da Vinci, un S.Girolamo immerso nella natura; e poi, nella sala XII, la firma di Caravaggio con la famosa “Deposizione”. Ciascun personaggio esprime in modo differente il medesimo stato d’animo di lutto, per la morte di Cristo, e il Nicodemo che lo sorregge guardandoci è un ritratto di Michelangelo Buonarroti, un tributo del Caravaggio all’Artista per eccellenza. E seppur morto, il Cristo mostra tre dita della mano destra, simbolo che in tre giorni risorgerà alla vita. Date un’occhiata accanto alla pregevole “Crocifissione di S.Pietro” di Guido Reni, ed è tempo – almeno per il nostro articolo – di passare alle Stanze di Raffaello.

Le Stanze di Raffaello

Incominciano con la Sala di Costantino, affrescata alla morte di Raffaello nel 1520 dai suoi migliori collaboratori, e che narra la vittoria di Costantino su Massenzio in virtù del suo affidarsi alla croce di Cristo (“in hoc signo vinces”): da qui il Cristianesimo sarà professabile liberamente a Roma, e da qui contribuirà a plasmare la storia dell’Europa.

museivaticani5Vi troverete poi nella Stanza della Segnatura, quella che era la biblioteca privata di Giulio II. Questa stanza è tutta un’esaltazione della Verità.

La celebratissima Scuola di Atene rappresenta i filosofi pagani che, attraverso il dialogo e la ragione, ricercano la verità; a lato i poeti, guidati dal dio Apollo e tra cui spicca il nostro Dante, cantano la bellezza della verità; infine nella Disputa del SS.Sacramento la verità si mostra nel suo volto umano e divino insieme, Gesù Cristo, Verità in persona e presente nell’Eucarestia.

Eccovi nella Stanza di Eliodoro: in un momento storico difficile per la Chiesa, Giulio II voleva qui ricordare che in ogni tempo Dio provvede alla sua Chiesa e ne custodisce il Papa.

museivaticani4Lo straniero Eliodoro intende profanare il Tempio di Gerusalemme (simbolo della Chiesa), ma grazie alla preghiera del sacerdote Onia (simbolo del Papa) Dio manda un cavaliere e degli angeli che lo travolgono; il Papa Leone Magno va incontro al terribile Attila alle porte di Roma, e con la protezione dei Santi Pietro e Paolo ottiene che Attila si ritiri e che Roma sia salva; infine S.Pietro, primo Papa, messo in prigione dall’invidioso Erode viene miracolosamente liberato nella notte da un angelo. Insomma, come promise Gesù alla Chiesa “le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”.

Infine la Stanza dell’Incendio del Borgo, l’ultima affrescata da Raffaello e con ampio ricorso agli allievi.

Qui Leone X volle celebrarsi museivaticani6indirettamente attraverso episodi di vita di Papi col suo stesso nome: ecco dunque Leone IV che attraverso la preghiera estingue l’incendio creatosi nel Borgo, rione di Roma; le flotte di Leone IV che sconfiggono provvidenzialmente i saraceni musulmani nella battaglia navale di Ostia; infine Leone III che autorevolmente incorona Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero.

In conclusione, sia che dipinga cose divine o più umane, è difficile negare a Raffaello l’appellativo che gli diede Giorgio Vasari: “il divino” artista.

Leggi anche Cappella Sistina: il Codice Buonarroti svelato


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3 comments

  1. Luca

    Fine e accurata descrizione dei capolavori rinascimentali e barocchi che si racchiudono in questo tempio dell’arte sacra!

  2. Anna

    E’ molto interessante questo articolo sui Musei Vaticani, molto ben costruito e ricco di informazioni che ci possono aiutare a comprendere e ad apprezzare meglio le preziose opere che qui sono custodite. E’ come un guida che ci prende per mano e ci accompagna attraverso le stanze di questi luogo così importante per la nostra arte e la nostra cultura.

  3. Mirko

    Non sono mai stato a visitare i musei vaticani, dovrei andare e certamente con questa accattivante descrizione, ne sono ancora di più motivato; lo stile e la passione nel descrivere le opere contenute al suo interno, ne trasudano “l’inestimabile bellezza”.

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