Abbiamo scoperto il Mausoleo di Fabio Cilone?

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Se solitamente siamo capaci di stupirvi con le recensioni di monumenti che pochi conoscono, stavolta superiamo la realtà perchè vi parliamo di qualcosa che…non esiste! O meglio, di qualcosa che non è documentato nel modo più assoluto, tant’è che le nostre sono le uniche immagini esistenti in rete di questo monumento. Parliamo del Mausoleo di Fabio Cilone, o almeno le nostre ricerche private ci hanno indotto a pensare questo. Si tratta di un grande mausoleo circolare, del diametro di circa venti metri, totalmente abbandonato e sito in un luogo privato e solitamente inaccessibile.

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cilone1Come ci siamo arrivati? Da tempo osservando mappe antiche, ci siamo resi conto dell’esistenza di un mausoleo, proprio di fronte alle Terme di Caracalla. Precisamente tra viale Baccelli e via Lucio Fabio Cilone, proprio a ridosso dei bastioni del San Gallo delle mura aureliane.

Le ricerche con Google Maps hanno sempre dato esito negativo, perchè sul mausoleo sorgono alberi e piante, che ne inibiscono la visuale ma non ci siamo arresi: se c’era, ci deve essere ancora qualcosa ci siamo detti!

In una prima escursione conoscitiva siamo entrati in via Fabio Cilone (a San Saba), prosecuzione forse privata della bella via di Villa Pepoli, ma non siamo riusciti a intravedere nulla. Ora non posso rivelare i dettagli, ma tanto ci siamo incaponiti che un bel giorno siamo riusciti ad accedere all’area da un altro punto, solitamente inaccessibile.

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Chi era Lucio Fabio Cilone

Se siamo nel giusto (ma smentiteci pure se siete degli esperti), e quindi parliamo del Mausoleo di Fabio Cilone, diamo qualche indicazione storica. Lucio Fabio Cilone era un senatore e console romano, vissuto tra la fine del II e la prima parte del III secolo dopo Cristo. Cilone abitava poco distante da qui, la sua domus è situata sotto l’attuale chiesa di Santa Balbina e nella sua vita ha avuto a che fare con Settimio Severo Caracalla (che complottò un maldestro attentato alla vita di Cilone), ma queste notizie potete trovarle altrove. Di sicuro era un “pezzo grosso” che aveva possedimenti sparsi in giro per Roma.

Il Mausoleo

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Stiamo quindi parlando di un mausoleo del III secolo, di pianta circolare e come dicevamo dal diametro di oltre 20 metri, simile quindi agli altri mausolei di Roma (quello di Augusto, ad esempio). E’ possibile entrarvi tramite un’ingresso a livello del terreno, dove si percorre un corridoio in discesa (circa tre metri) che conduce all’ambiente unico.

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Arrivati nell’ambiente principale,  dove ci siamo fatti strada usando i cellulari come torce risvegliando un miliardo di “farfalline notturne”, non c’è più nulla, ma attraverso un buco si riesce a intravedere un altro livello sottostante. Su alcune parti delle pareti sono ancora perfettamente visibili però i “mattoni” romani.

Immagini dell’interno del Mausoleo di Fabio Cilone

Alcune testimonianze di persone del posto, ci hanno indicato che qualche decennio fa (credo anni ’60 o ’70 al massimo) questo rudere era ancora ricoperto di marmi, ma oggi non ve n’è più traccia: il monumento è completamente spoglio. Sulla sua sommità invece esiste una piccola costruzione successiva che sembra una torretta e che vedete nella prossima immagine.

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I romani più cinici potrebbero dirci “avete scoperto l’acqua calda, Roma è piena di questi posti” e avrebbero in parte ragione. Ma visitare un monumento di quasi duemila anni di vita, dimenticato dal genere umano, è valso questa scomoda escursione tra mosche, umidità, rami spinosi e scarpe infracicate. Anche perchè come apprendiamo dall’ottimo Manlio Lilli, quest’area potrebbe presto essere trasformata in un campo da golf (sebbene nel suo articolo non venga citato il mausoleo).

Cercando in rete, ecco un riferimento di Andreas Huth al mausoleo:

“Dal 1537 al 1541, Antonio da Sangallo il Giovane ha supervisionato la costruzione del Bastione Ardeatino, una fortificazione a sud di Roma per sostituire una parte danneggiata delle Mura Aureliane. Probabilmente allo stesso tempo ha studiato, misurato e disegnato una tomba rotonda nelle vicinanze (Uff. 1 179 a r, 1287 a r). Un altro disegno, anche attribuita alla cerchia del Sangallo, mostra una parte di una cornice dello stesso monumento (Uff. 1 624 a r). il presente documento si concentra sui problemi derivanti dalla l’identificazione convenzionale della tomba come il cosiddetto Mausoleo di Fabio Cilone, una tomba frammentariamente conservata presso l’antica Via Ardeatina.”


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3 comments

  1. Andreas Huth

    Ti ringrazio, Matteo, per gli immagini ed il tuo articolo! I ricercatori credono che questo sepolcro infatti non è di Lucius Fabius Cilo, il nostro Fabio Cilone, perchè la sua data di costruzione è più presto (ca 45-15 a.C.). Ho ricercato, come scrivi, tre disegni della cerchia di Antonio da Sangallo (curato negli Uffizi a Firenze) che mostrano qualche parti e frammenti del sepolcro. Spero il mio articolo viene pubblicato fra i prossimi mesi. Se vuoi lo potrei inviarti.

    Auguri e saluti,
    Andreas

    (Scusa per il mio Italiano)

  2. Tommaso Giartosio

    Grazie per questa indagine chiarificatrice. Avevo parlato del monumento – che ho esplorato… senza accorgermene! – nel mio “L’O di Roma”, Laterza 2012, pp. 225-239.
    Spero che il fatto che si trovi in una proprietà privata non lo condanni a una lenta disintegrazione.

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