La Pratolina. Il posto migliore dove mettere la panza

Se mai un giorno ad una nutrizionista le dovesse capitare tra le mani la mia indiscutibile e poco opinabile lista della spesa, morirebbe di crepacuore all’istante.

E’ vero. C’è chi ama le verdure sotto ogni forma, chi sogna le pecorelle per cena, chi vive di solo pesce incurante che dopo tre giorni puzza, chi separa il cibo in base ai colori seguendo i trend della mazzetta Pantone, e poi ci sono io che stravedo per i carboidrati. Il terzo nome del diavolo dopo i grassi.

Non potrei vivere senza mangiarli almeno 2 volte al giorno. Sarebbe terribile e straziante quanto la morte della mamma di Bambi. Quindi, considerando il fatto che il mio corpo è composto per il 70% di farina di grano tenero e per il restante 30% di birra, mi concedo molto spesso una cena fuori che abbia come leitmotiv la Pizza!

Ora…non vi racconterò di una classica pizzeria come tante. Oh no, io vi stuzzicherò con una delle migliori pinserie della città: la Pratolina, in zona, appunto, Prati.

Che la pinsa sia una pizza romana antichissima, di forma ovale, ritirata fuori dall’armadio una decina di anni fa, proprio come i leggings (un nome un po’ più fescion per parlare dei terribili fuseaux anni ’80)…lo sapete tutti. Che sia un mix di farine di grano tenero, soia e riso…anche.

Ma quello che forse non sapete è che dalla Pratolina potete mangiarvi la pinsa carica con tutto il ben di dio che la natura ci offre, senza sentirvi la regina delle chiatte, la protagonista della nuova stagione di grassi contro magri, la modella dei magazzini Pitran. Perché la loro pinsa è davvero leggera e molto digeribile. Certo, se il vostro mantra per il 2016 è “toglietemi tutto tranne la panza”, non fermatevi alla sola pinsa…fate come me e sarete sulla giusta strada.

Il locale è esteticamente caldo e accogliente, non molto grande, ma per una cena tra amici è perfetto. Magari non sarà una reggia, ma è caruccio come un maglione con le renne a Santo Stefano.

Non ha nulla a che vedere con le ultime pizzerie nate in città dove sembra che più che andare a mangiare una pizza, stai partecipando a miss figa di legno. Niente fronzoli, niente arredamento post-industriale, nessuna lavagna da leggere ma il classico ed unto menù da sfogliare. Ed il loro è davvero molto vasto. Hanno una così ampia varietà di pinse che ci metterebbe meno tempo Leonardo Di Caprio a vincere un altro Oscar che io a decidere cosa mangiarmi.

Intanto, per stuzzicare l’appetito, ho iniziato con un bel antipasto “simpatico”: tre tipi di crocchette, una alla ‘nduja, una al gorgonzola e radicchio e una con la provola.

pratolina 3

Frittura perfetta. Asciutta, croccante e saporita. Poi ho proseguito con il filetto di baccalà, pastella molto buona e non troppo invadente, baccalà per nulla salato, anzi…

Perché la Pratolina non vende sogni, ma solidi lipidi.

Invece, per saziare la mia fame da carboidrato, ho preso la pinsa “Calabrese”: una rossa con olive nere, ‘nduja e alici (ma io senza quest’ultime).

Pinsa alla Par

Buona. Impasto alto, ma leggero. La parte centrale risulta essere morbida e succosa, invece che gommosa, le olive addolciscono l’intensità della ‘nduja e non stonano, mente il bordo è bello croccante.

E’ piccante, sì, ma il giusto, quanto basta per far sbiadire anche le 50 sfumature di grigio…ecco. Anche se è più piccola di una classica pizza, vi assicuro che vi sazierà.

tiramisu pratolinaE se la gola è il vostro vizio capitale, e non volete di certo farvi ridere alle spalle dalla cellulite, dovete per forza concludere la cena con un dolce davvero goloso: crema di mascarpone e Nutella.

Un bicchiere colmo di crema al mascarpone con i bordi ricoperti da uno strabordante tripudio di Nutella. Una cosa da abbandonare ogni dignità e cedere alla tentazione di slappazzarsi il bicchiere sperando che nessuno vi veda.

Ovviamente queste delicatezze dovevano essere accompagnate da qualcosa. Io mi sono dissetata con un’ottima birra artigianale toscana del Birrificio del Forte. Perché non ci vogliamo far mancare nulla, eh?

Comunque, in conclusione, io un salto alla Pratolina ve lo consiglio. Anche se non è una pizzeria economica, a volte uno strappo alla dieta se po’ fa eccome. E mi raccomando…se non volete diventare un albero ornamentale in Via degli Scipioni, la prenotazione è d’obbligo.


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