Il vicolo scellerato dei Borgia

Se i muri potessero parlare: mai come in questo caso l’espressione risulta calzante. Perchè l’arco che introduce a questa scalinata ha visto terribili atrocità, tanto da diventare uno dei posti più autenticamente oscuri della capitale.

sceleratus4Inizia molto tempo fa la triste fama del “vicolo scellerato”, o vicus sceleratus, dove nel 535 a.c. l’ambiziosa Tullia Maior fece uccidere suo marito e suo padre Servio Tullio (sesto re di Roma) pur di conquistare il trono insieme al cognato e futuro marito, che tutti conosciamo col nome di Tarquinio il Superbo, appunto settimo re della città.

Alla vista del padre morente, la figlia crudele non esitò a calpestarne selvaggiamente il corpo più volte con il suo cocchio per assicurarsi della sua fine, fatto che destò all’epoca grande sdegno nel popolo, che appiccicò al vicolo il triste nomignolo.

sceleratus3Molti secoli dopo, questo luogo divenne dimora di una delle famiglie più “scellerate” della storia, ovvero i Borgia.

Il balconcino che sovrasta l’arco (balcone forse disegnato da Raffaello stesso) era infatti noto come il balcone di Vannozza, ovvero Giovanna Cattanei, spregiudicata amante del papa Alessandro VI Borgia.

Tutti conoscono i figli di questa coppia, ovvero Cesare, Juan, Jofrè e soprattutto la bella Lucrezia Borgia, protagonisti di intrighi e omicidi cruenti, alcuni dei quali avvenuti proprio in questo luogo rinominato in Salita dei Borgia.

E a dire il vero la buia scalinata (che ora si chiama Via di San Francesco di Paola) la si percorre con una certa inquietitudine, almeno di sera e se si è soli. Contrariamente ad altre città, non è infatti comune a Roma percorrere lunghe rampe di scale al coperto, e i fatti avvenuti possono suggestionare chi si accinge a percorrere di sera queste scale.

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Suggestione che non risparmiò neanche il grande poeta Byron, che usava soffermarsi spesso davanti all’arco, immaginando nelle sue romantiche fantasie di vedere il fantasma della bella Lucrezia affacciarsi al balconcino.

Ma nonostante questa cupa fama, la scalinata merita di essere percorsa. Se non altro per essere gratificati, una volta saliti tutti i gradini, della visita della basilica di San Pietro in Vincoli e del magnifico Mosè di Michelangelo che possiamo ammirare al suo interno.


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