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Aventino: tra storia e leggenda

Con la primavera che lentamente avanza, c’è un luogo che più di tutti merita di essere (ri)scoperto: l’Aventino. E’ un angolo della città in grado di raccontare numerose storie e leggende e contemporaneamente regalare a chi passeggia qualche ora di pace e di tranquillità, pur trovandosi in pieno centro storico.

Strettamente legato alla mitica fondazione di Roma, fu infatti il colle scelto da Remo come area in cui dare vita ad una nuova città, ma sappiamo che la storia andò diversamente. Non trovando un accordo con il gemello Romolo, che invece preferiva il vicino Palatino, Remo ebbe la peggio e fu ucciso proprio dal fratello.

La passeggiata ha proprio inizio ai piedi dell’Aventino, in piazzale Ugo La Malfa, da dove si potrà ammirare uno splendido affaccio sul Circo Massimo e sui portentosi resti della residenza imperiale del Palatino.

aventino circo massimo

La piccola piazza presenta al centro il colossale monumento dedicato a Giuseppe Mazzini, realizzato dallo scultore Ettore Ferrari, voluto per celebrare i primi cento anni della Repubblica Italiana.

Il Roseto Comunale

guida aventino romaDa qui è possibile raggiungere il meraviglioso Roseto Comunale realizzato nel 1950 per volere del Comune nel luogo in cui, tra il 1645 e il 1895, si trovava il cimitero della comunità ebraica, demolito poi nel 1935. Un giardino straordinario con esposte più di 1.100 specie di rose provenienti da tutto il mondo.

Una curiosità: osservando dall’alto il roseto, si può vedere come aiuole e vialetti formino in pianta il disegno di una menorah, il candelabro a sette braccia, simbolo importante proprio della comunità ebraica.

aventino giardino degli aranciContinuando a salire, ancora inebriati dal profumo delle rose, si raggiunge Parco Savelli, più conosciuto come Giardino degli Aranci: a darci il benvenuto è una curiosa fontana incastonata nella recinto del parco formata da un mascherone e una vasca di epoca romana.

Il giardino, nato in epoca medievale come roccaforte della famiglia Savelli, già nel 1500 divenne uno splendido parco anche se fu solo nel 1932 che diventò un’area verde pubblica.

Al suo interno, oltre alla numerosa presenza di alberi di arance amare a cui deve il suo nome, c’è una straordinaria sorpresa: una terrazza panoramica considerata il 3° belvedere più suggestivo di Roma dopo quello del Pincio e del Gianicolo, (certamente più famosi) da cui sarà possibile ammirare il corso del fiume Tevere e il profilo dell’intera città.

La Basilica di Santa Sabina

Uscendo ci si trova dinnanzi la Basilica di Santa Sabina, uno degli edifici cristiani più antichi di Roma, risalente addirittura al V secolo. Per la sua realizzazione sono state utilizzate 24 colonne in marmo bianco recuperate dall’antico Tempio romano dedicato a Giunone (che doveva trovarsi proprio sulla sommità del colle).

Al suo interno conserva un oggetto veramente particolare, la cosiddetta Pietra del Diavolo: si tratta di una pietra nera, rotonda, posta al di sopra di una colonna, che sarebbe stata scagliata, almeno secondo la leggenda, dal diavolo contro San Domenico mentre pregava su una lastra che copriva alcune ossa di martiri.

Il Priorato dei Cavalieri di Malta

aventino vista cupolone san pietroSuperando la Basilica di Sant’Alessio, edificio paleocristiano realizzato tra il III e il IV secolo d.C., si raggiunge il cuore del colle: piazza dei Cavalieri di Malta. Interamente decorata con obelischi e trionfi militari, fu progettata da Giovanni Battista Piranesi nel 1765.

Sulla piazza si affaccia la Villa del Priorato dei Cavalieri di Malta, il cui portone è divenuto ormai assai celebre: scrutando dal buco della serratura infatti, è possibile ammirare con uno straordinario gioco prospettico, il Cupolone di San Pietro alla fine di una lunga fila di verdissime siepi!

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La Basilica di Santa Prisca

Ultima tappa della passeggiata non può essere altro che il più antico luogo di culto cristiano di tutto l’Aventino, la Basilica di Santa Prisca, martire del I secolo, i cui genitori, si racconta, ospitarono nella propria casa i santi Pietro e Paolo. Al suo interno vi è un capitello la cui parte concava si dice sia stata usata da Pietro come fonte battesimale e che pertanto diventò fin dalla sua realizzazione, uno dei centri maggiori di predicazione ed evangelizzazione cristiana. Ma le sorprese non finiscono qui.

Un antico mitreo

Al di sotto della basilica, si trova infatti un ambiente sotterraneo veramente incredibile: un mitreo dedicato ad un’antica divinità frigia che si chiamava Mitra, il cui culto fu introdotto a Roma alla fine del I secolo dai soldati dell’impero che lo veneravano come dio delle armi e campione degli eroi. E l’Aventino dimostra così di essere realmente un colle tutto da scoprire!

Autore: L’Asino d’Oro Associazione Culturale


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