guida trastevere roma

Come perdersi di proposito a Trastevere (e riuscire a tornare a casa in tempo per cena)

Semmai qualcuno se lo stesse chiedendo, chiariamo: no, non abbiamo licenziato il tizio che ci dava le idee per i titoli dei nostri articoli e no, non lo abbiamo rimpiazzato con un fenicottero rosa (vi state veramente facendo la seconda domanda?).

Il lungo titolo svela già la nostra intenzione: perderci in quell’ingarbugliato labirinto di stradine, vicoli, incroci che prende il nome di Trastevere. Ci siamo quindi affidati alle tecnologie più avanzate messeci a disposizione dal nostro editor. Una moneta.

Questa la nostra strategia: TESTA=destra; CROCE=sinistra.

Se avete incrociato due tizi con una moneta in mano e lo sguardo perso nel vuoto che girovagavano per Trastevere, quelli eravamo noi.

Piazza Trilussa

Iniziare il nostro itinerario casuale da Piazza Trilussa ci è sembrata la scelta migliore, anche se forse più scontata. Vero luogo di ritrovo dei Romani e dei Turisti per una serata di bagordi Trasteverini, naturale punto di partenza per una passeggiata domenicale di tutto rispetto nel dedalo di strade e piazze dello storico Rione. In passato denominata Piazza di Ponte Sisto, perché proprio di fronte all’omonimo ponte così spesso ricordato e immortalato dal cinema nostrano e internazionale. Oggi, dedicata al poeta romanesco Trilussa, commemorato con tanto di statua in bronzo e poesia al lato.

sisto2

Via di Ponte Sisto/P.zza S. Giovanni della Malva/ Via di S. Dorotea

Proseguiamo per via di Ponte Sisto [testa] fino a raggiungere Piazza S. Giovanni della Malva e poi verso Via di S. Dorotea [testa]. A pochi passi da noi, all’incrocio con Vicolo Moroni, il piccolo cinema Intrastevere incastonato nel cuore de Rione; vera piccola perla cinefila (con tre piccole sale all’interno, di cui una addirittura in pietra) che trasmette film d’essai ma non esclusivamente, e quindi adatto a tutti i tipi di pubblico.

Via della Scala/P.zza S. Egidio/Via della Paglia

 Raggiungiamo l’incrocio tra Via Garibaldi (lungo la quale si trova la bellissima Fontana Paola, che meriterebbe un’eccezione alla monetina), Via della Scala e Via di Porta Settimiana: indugiamo con ammirazione sulle strisce pedonali su cui Carlo Verdone fa cadere la busta della spesa e incontra la bella Marisol; poi, riceviamo istruzione di imboccare Via della Scala [croce].

scala1

La strada piastrellata di Sampietrini si fa più stretta, i negozietti ai lati si ravvivano e la luce del tramonto ci mostra in modo sempre più vivido il fervore che anima la zona. Persone assiepate in correnti contrarie e parallele si sfiorano e riempiono la ragnatela di vicoli, scorrono e non distraggono dall’atmosfera tiepida di un tramonto estivo. Il quartiere guardato dall’alto è vivo, affollato ma paziente, gremito ma festoso e rilassato. Non vorreste essere da nessun’altra parte.

Superiamo il convento di Santa Maria della Scala, sulla nostra destra, che prende il nome da una scala vicina (non più esistente) dove si trovava un’icona della Madonna (tutt’ora conservata nella chiesa), meta di un foltissimo e sempre crescente pellegrinaggio.

 Continuiamo raggiungendo Piazza Sant’Egidio, patrono dei mendicanti e degli storpi. Ci troviamo nel cuore di Trastevere, custode della Romanità con la “R” maiuscola; ed è curioso, se si pensa che il quartiere è in realtà di origine etrusca e inizialmente non compreso nella città vera e propria.

Arrivati in fondo, percorriamo Via della Paglia [croce] e poi Piazza S. Maria [testa], con Santa Maria in Trastevere che si affaccia sulla Piazza occupata dalla fontana omonima.

fontana

S.Maria in Trastevere/Piazza S.Calisto/Piazza San Cosimato

 La bellissima chiesa, oltre ad essere la più importante del quartiere, secondo la tradizione fu addirittura il primo luogo di culto cristiano “autorizzato”. La sua storia è profonda e interessantissima e avremo modo di approfondirla a breve, intanto voi godetevela in tutto il suo splendore!

maria1

 Appena dietro Piazza Santa Maria, è d’obbligo una veloce visita a Piazza San Calisto e al Bar omonimo (quindi sì, abbiamo barato). Bar San Calisto è un bar storico della Capitale che pare essersi fermato nel tempo. Ideale per passare una serata in compagnia o anche solo per godersi l’atmosfera di una volta, fatta di tavolini in legno consumati, pavimento a scacchi e notti prima degli esami.

 Se, come noi e da buoni romani, vorrete rinfrescarvi senza metter mano ai portafogli, svoltate un poco su Via della Cisterna (tanto per essere chiari) e fermatevi alla curiosa fontana della botte.

A due passi, Piazza San Cosimato ospita da un paio di anni il festival del cinema del Rione, organizzato dai ragazzi del Piccolo Cinema America e patrocinato dal comune di Roma. L’evento è molto interessante, perché va a ripescare importanti pezzi di cinema Italiano alternandoli a film più di nicchia e a blockbuster internazionali (e poi, cosa da non trascurare, è gratuito).

Santa Cecilia in Trastevere

Arrivati a questo punto, il vostro giro a casaccio potrebbe considerarsi concluso e soddisfacente. Noi, però, instancabili camminatori sin dai tempi degli scioperi dei mezzi pubblici al liceo, abbiamo infine deciso di non avvalerci ulteriormente della moneta per arrivare fino a Santa Cecilia in Trastevere: Basilica forse meno conosciuta di quella di Santa Maria ma non per questo meno meritevole di una visita.

Quindi, da Piazza San Cosimato, tornate su via di S. Francesco Ripa, attraversate viale Trastevere e poi svoltate a sinistra all’altezza di via Anicia. Proseguendo su questa via, arriverete a Santa Cecilia in Trastevere. Lasciamo la parola a Marco, che ne aveva parlato qualche tempo fa qui.

 A chi è rimasto il dubbio sulla vitalità e sul fascino di Trastevere da noi così tanto decantati in questo articolo, diciamo: non è solo una zona affollata e confusionaria come tante altre della Capitale. Va bene, magari solo un po’. Ma ecco il punto: è un luogo in cui, un po’ nascosta ma sempre in bella vista, si può scorgere la vera Roma di una volta.

Vi auguriamo una ricca passeggiata.

strada

Devo ammetterlo, questo articolo ha fatto incetta di collaborazioni e sono quasi commosso. Grazie di vero cuore a tutti quelli che hanno deciso di contribuire a loro modo e arricchire questo articolo.

 Sviolinata a parte, è d’uopo (Cit.) un sincero e caloroso ringraziamento a:

 Grogri: contributor ormai storico e vero motore di Romadvisor, ha accettato di buon grado la mia proposta di scrivere a quattro mani questo articolo su Trastevere, inserendo interessanti aneddoti storici e mettendo da parte per un momento la sua passione per il cibo (non lo nego, è stato difficile).

 Luisa: Calabrese di nascita ma Romana d’adozione, ha fatto un ingresso trionfale nella Redazione di Romadvisor sventolando scatti magnifici di una Trastevere in bianco e nero. Già pupilla del nostro editor, si è guadagnata le antipatie di tutti noialtri poveri autori dopo solo pochi minuti.

 Ilaria&Eoril: fedeli&fidate collaboratrici personali che prestano volentieri il proprio occhio critico quando si tratta di scovare refusi (eufemismo) nei miei articoli. Non si risparmiano, si indignano e talvolta offendono pesantemente. Non sarei nemmeno più capace di fare la spesa senza il loro consiglio. Inestimabili.

 Photos © Luisa Miletta – per Romadvisor.it


libri che parlano di roma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *