Queen Makeda Roma

Grand Pub Queen Makeda: ad ogni palato il suo gusto

Interno. Ore 21,30. Mentre ero tutta concentrata a scovare un cicinìn di eleganza in Emma Marrone al Festival, che si sa che è fine quanto un gambaletto color cammello su un sabot, un brontolìo partito dal mio stomaco tuonò nella stanza. Porca miseria avevo fame.

Ma non era proprio fame, era più voglia di qualcosa di buono…i Ferrero Roches li avevo già divorati pochi minuti prima, così il mio Ambrogio mi suggerì il Grand Pub Queen Makeda all’Aventino. Beh, che dire… È un locale della madonna!

Immenso quanto basta per farti capire subito che la regola del “in fondo a destra” per trovare il bagno ormai è stata superata da tempo…ed in più è davvero stra-fico.

Ad ambientarmi però ci ho messo un pò… tra un lunghissimo bancone con una quarantina di birre artigianali alla spina, un banco kaiten (dai su, quel nastro trasportatore in stile ritiro bagagli all’aeroporto dove al posto delle valigie c’è del succulento cibo) che non smetteva mai di girare, murales ovunque perfino sul soffitto, io mi sentivo più spaesata di Sir Ozzy Osbourne ad un concerto di Violetta.

È stata la voglia di stinco a farmi tornare la ragione.

Ecco. Bene…lo stinco… Prima di parlare dello stinco, va precisato che qui la cucina non è appropriatamente da pub. Niente mani unte, pacche sulle spalle e bevute goliardiche. Qui i piatti guardano anche molto lontano…guardano soprattutto all’Oriente. Quindi, oltre ai classici hamburger, salsicce e galletti, c’è spazio pure per il wok.

Inutile dirvi la mia leggera delusione. Cavoli, hai più di 40 birre artigianali…mi aspettavo più roba zozza e creatività al sapor di luppolo. Però, è pur giusto che ognuno faccia quel che gli pare… d’altronde c’è chi è fan del tacco 12 e chi compra le Hogan.

Così, non mi sono lasciata intimorire e ho provato: polpettine di manzo panate al sesamo con coriandolo (6 euro) e fish and chips di baccalà e patate dolci (8 euro) come antipasto.


Ok. Ora posso dire che io odio il coriandolo più del prezzemolo che fa capoccella tra gli incisivi. Ha un sapore decisamente troppo forte per i miei gusti e un aroma molto pungente. È un’esplosione in bocca di erba fresca che manco un intero pacchetto di frisk riesce a darti.

Fortuna che mi sono rifatta con il fish di baccalà che era davvero buono. Un po’ poco, ma delizioso.


Croccante, per nulla unto ma ben fritto. Nè troppo salato nè sciapo. Insomma…perfetto.

Ho proseguito il mio viaggio con i noodles con pollo, porri, mandorle tostate e latte di cocco (11 euro) e finalmente lo stinco di maiale con fagioli al prosciutto (17 euro).

Peccato che anche qui ci siano stati alti e bassi…i noodles non mi hanno soddisfatto per niente. È difficile da spiegare, ma sembravano delle fettuccine grossolane e sciape, e quando li inforchettavi inzupposi nel latte di cocco erano così dolci da mandare la glicemia alle stelle. Mancava un certo equilibrio tra gli ingredienti. Ecco.

Invece la carne dello stinco era tenerissima che si scioglieva in bocca. Ci avrei messo un po’ più di sale, ma nel complesso era molto buono e gustoso.

Quindi, in conclusione, io ho capito che la cucina speziata, orientale, thai, ecc. non è tra le mie corde e in questo locale ci dovrò sicuramente tornare per provare gli hamburger e poter così decidere se buttarlo giù dalla torre oppure no.


Però voi intanto andateci eh, che ve lo consiglio lo stesso. Perché il Queen Makeda è un locale che vale la pena visitare e gustare almeno una volta. Anche solo per fare il gran figo con l’amata o ubriacarsi con gli amici.


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1 comment

  1. Concordo pienamente con te! Sono andata due volte, la prima hamburguer, normale ma buona.. la seconda ho preso i noodles.. TREMENDI! Secondo me da tornare indietro il piatto! Il posto in se molto figo!

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