Cosa nasconde Roma, piccola guida alle sue “chicche”.

Carissimi e accaldatissimi follower, vi siamo già venuti incontro non una ma ben due volte, con dritte su come vedere il più possibile a Roma se siete in visita per un week end o poco più, e in maniera totalmente low-cost (poi non dite che non vi vogliamo bene).

Quella che andiamo a proporvi oggi è invece una piccola guida su alcuni dei luoghi un po’ meno famosi di Roma, sulle curiosità, su storie e leggende metropolitane. Non può certo competere con l’immenso patrimonio storico-artistico di cui abbiamo parlato nelle guide precedenti, d’accordo. Tuttavia, sbirciare il lato meno turistico e conosciuto della Città può riservare piacevoli sorprese.

Street art

Quando ci siamo imbattuti negli articoli di Internazionale sulla Street Art a Roma ci siamo un po’ fomentati (brutti narcisi che non siamo altro), perché noi ne avevamo già parlato e perché è un tema che ci sta molto a cuore, in effetti. Quartieri ai margini del centro storico come Ostiense, Quadraro e Tor Marancia che vengono scelti da artisti di tutto il mondo come punto di incontro per le loro opere d’arte e per progetti creativi come il progetto M.U.Ro al Quadraro o Big City Life a Tor Marancia.

Questi due casi in particolare, nascono da importanti collaborazioni tra il l’Amministrazione pubblica e curatori appartenenti al mondo dell’arte contemporanea. Non si tratta solamente di un processo importante quale è la riqualificazione di quartieri popolari, ma anche di promuovere nuove forme d’espressione artistica in spazi non convenzionali e accessibili a tutti.

La Porta magica di Piazza Vittorio

La Porta Alchemica o “Porta Magica” di Piazza Vittorio è l’ultima testimonianza dell’esistenza di Villa Palombara nello spazio successivamente occupato dalla Piazza a partire dal 1882. Unico elemento sopravvissuto e collocato nel giardino alla fine dei lavori (1890), forse per l’alone di mistero alimentato nel tempo dalle varie leggende popolari: si racconta, infatti, che sugli stipiti della porta magica sia incisa la formula definitiva per ottenere la Pietra Filosofale capace di trasformare i metalli in oro. Oggi è solo un ornamento, una piccola curiosità con una storia interessante alle spalle.

Il Cimitero degli artisti e dei poeti

Anche detto cimitero acattolico (ma noi, si sa, siamo degli inguaribili romanticoni), si trova all’ombra della Piramide Cestia e la sua apertura nel 1821 fu necessaria in seguito al numero crescente di stranieri di fede non cattolica presenti nella Capitale. Da visitare soprattutto per le sepolture illustri che ospita, tra cui spiccano i poeti romantici inglesi Shelley e Keats e gli Italiani Gramsci e Gadda. Henry James lo definì come “una mescolanza di lacrime e sorrisi, di pietre e di fiori, di cipressi in lutto e di cielo luminoso, che ci dà l’impressione di volgere uno sguardo alla morte dal lato più felice della tomba…”

Pasquino e le statue parlanti

Ovvero le origini etimologiche del termine “Pasquinata”, la nascita del “Congresso degli Arguti”, le invettive del popolo verso il malcostume della società ecclesiastico-borghese del cinquecento, i dialoghi irriverenti tra Pasquino e Marforio, il percorso delle statue parlanti nei vicoli e nelle Piazze della Roma barocca. Se volete sapere di cosa stiamo parlando, non indugiate oltre e date una bella occhiata qui, per lasciare, nel caso, la vostra pasquinata.

Quartiere Coppedè

Non può considerarsi un vero e proprio quartiere di Roma, ma la realizzazione incompiuta di un’idea avuta dall’eccentrico architetto Gino Coppedè agli inizi del ‘900. Una bolla di sapone, lo scorcio magico di una dimensione fantasmatica installata lungo via Tagliamento, che vede il suo apice nella fontana delle rane in Piazza Mincio e nel Villino delle Fate. Una insolita passeggiata dal sapore fiabesco e colma di citazioni tutte da cogliere (a cominciare dalla Fontana delle Rane, appunto). Se non vi abbiamo ancora convinto, vi riproponiamo il nostro articolo di qualche tempo fa.

Palazzetto Zuccari

A noi è capitato diverse volte di passarci davanti e non farci caso. Eppure, l’espressione demoniaca che anima parte della facciata di Palazzo Zuccari è piuttosto inquietante.  Stiamo parlando della Biblioteca Hertziana, oggi importante istituto di ricerca dedicato alla storia dell’arte Italiana. Uno scorcio inquietante e affascinante al tempo stesso di Via Gregoriana, nei pressi di Piazza di Spagna. Ora non ci resta che provare ad entrare!

Vicolo degli Acetari

Invero, ne abbiamo parlato poco tempo fa qui, ma non ci dispiace fare un ripasso: Vicolo degli Acetari è un piccolo slargo nascosto nei pressi di Campo De’ Fiori, e precisamente tra Via di Monserrato e Via del Pellegrino. Non ci troverete niente di particolarmente interessante, se non qualche gatto appisolato all’ombra delle piante rampicanti sulle casupole arroccate a semicerchio. Ciò che invece ci ha colpito è l’esistenza di quest’angoletto ameno e silenzioso a pochi passi dal centro e al riparo dal chiasso festaiolo sempre presente nelle vie limitrofe a Campo De’ Fiori.

Il Buco dell’Aventino

Probabilmente è il luogo più noto tra quelli finora citati, anche prima de “La Grande Bellezza”. Stiamo parlando dell’ormai celebre buco della serratura del portone della Villa del Priorato dei Cavalieri di Malta. Noi comunque evitiamo di svelare la “sorpresa” che si cela dietro quell’imponente portone (indizio: ha a che fare con una cupola).

Buco della serratura a parte, vi suggeriamo di estendere la vostra visita alla riscoperta di una delle zone più belle di Roma quale è l’Aventino tutto: dal Roseto comunale, alla Basilica di Santa Sabina, fino al Giardino degli Aranci, che vanta una delle vedute più incantevoli della Città. Se volete approfondire, l’Asino D’Oro ne ha parlato egregiamente qui.

L’illusione della Cupola in Via Piccolomini

illusione-ottica2Concludiamo con un ultimo fun fact: Via Piccolomini è una via anonima nei pressi della collina del Gianicolo che vanta una suggestiva vista della Cupola di San Pietro. Ma non finisce qui. Provate ad avvicinarvi o ad allontanarvi e noterete un insolito effetto ottico: la Cupola sembrerà rimpicciolirsi quando vi avvicinerete e ingrandirsi quando vi allontanerete (e no, non eravamo sbronzi). Provare per credere.

Avete scovato un posto sconosciuto o siete a conoscenza di uno o più fatti stravaganti su Roma che non abbiamo citato e volete farcelo pesare? Scrivetecelo nei commenti qui sotto e noi ne parleremo. Oh, se ne parleremo.


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