La Chiesa Nuova: tra Rubens e Caravaggio

Non lasciatevi ingannare dal nome: la “Chiesa Nuova”, detta anche S.Maria in Vallicella, non è una recente invenzione di Renzo Piano o di Fuksas, bensì un edificio sacro tra i più pregevoli che il barocco seicentesco abbia concepito a Roma. E’ difficile infatti, al di fuori delle quattro Basiliche maggiori (S.Pietro, S.Giovanni in Laterano, S.Paolo fuori le mura e S.Maria Maggiore), trovare una Chiesa romana che possa competere con questa riguardo ai grandi artisti impiegati e alla ricchezza della decorazione. Incontriamo qui in una sola volta artisti come Rubens, Caravaggio, Guido Reni, Pietro da Cortona, Carlo Maratta… Ma procediamo con calma.

chiesanuova1

Chiariamo anzitutto il dilemma apparente del nome: fu ribattezzata “Chiesa Nuova” perché S.Filippo Neri la fece costruire al posto della precedente Chiesa di S.Maria in Vallicella, che a causa degli alluvioni stava ormai sprofondando nel terreno.

chiesanuova2E veniamo qui al secondo “segreto” della Chiesa: essa fu la Chiesa di S.Filippo Neri, il Santo conosciuto per la sua lietezza d’animo e per aver inventato l’oratorio per bambini e ragazzi. Il suo corpo mortale è conservato proprio dentro la Chiesa, in una minuta e splendida cappellina a sinistra dell’altare: alabastri, diaspro, madreperla, lapislazzulo, corallo sono solo alcuni dei preziosi materiali con cui è decorata, mentre al di sopra della teca con il corpo di S.Filippo ci imbattiamo in un mosaico ricavato da un dipinto di Guido Reni, grande contemporaneo e “rivale” di Caravaggio, che mostra il Santo genuflesso mentre contempla la Madonna.

Se la figura del grande Santo vi affascina, ho una buona notizia da darvi: potete visitare le stanze in cui egli trascorreva la sua esistenza quotidiana, impreziosite da molti oggetti a lui appartenuti. Gli orari di visita sono dalle ore 10 alle 12, martedì e giovedì con prenotazione obbligatoria (sabato è consigliata ma non obbligatoria).

Anche il “pittore maledetto” Caravaggio ha a che fare con questo luogo. Le fonti storiche ci attestano che probabilmente egli conosceva di persona S.Filippo Neri ed era certamente in contatto con gli oratoriani: non ci sorprenda dunque se i padri oratoriani gli commissionarono un dipinto, la “Deposizione di Cristo”, che Caravaggio eseguì in modo impeccabile e attenendosi gli schemi tradizionali, ricevendone grandi lodi da coloro che lo osservavano.

Il dipinto fu trafugato dai francesi napoleonici e dopo esser stato restituito venne posto nei Musei Vaticani, dove tuttora è custodito e di cui costituisce, assieme alla “Trasfigurazione” di Raffaello, il fiore all’occhiello della Pinacoteca. Al suo posto nella Chiesa Nuova troviamo una copia eseguita dal pittore austriaco Michele Koeck, non un fuoriclasse come Caravaggio ma riproduttore fedele del dipinto originale.

Secondo il tipico concetto barocco di “horror vacui” (terrore del vuoto), ogni angolo della Chiesa Nuova appare decorato in modo perfezionista e quasi (meravigliosamente) ossessivo; le rigate ed imponenti colonne, gli ovali dipinti attorniati da angeli in stucco, i capitelli dorati e luccicanti.

chiesanuova5Ma vorrei indirizzare la vostra attenzione ad un pregevole affresco della Chiesa che ci narra qualcosa della sua storia. E’ situato sulla volta centrale e raffigura la visione di San Filippo Neri: nel 1576 mentre la Chiesa Nuova era in fase di costruzione la Madonna apparve a Filippo mentre sorreggeva una trave pericolante sopra la cappella con il Santissimo Sacramento e l’immagine miracolosa della Madonna Vallicelliana, dunque un segno di protezione da parte della Madonna verso i progetti e l’opera del Santo. Questo affresco è  di Pietro da Cortona, ineguagliabile maestro del ‘600 per quanto riguarda gli affreschi, richiestissimo sia dalle Chiese romane che da nobili privati per le proprie ricche dimore.

E a proposito della miracolosa “Madonna Vallicelliana”, essa è solitamente nascosta al di sotto della pala d’altare, opera di un altro maestro assoluto del barocco: Pieter Paul Rubens. La tela rappresenta degli angeli che venerano l’immagine della Madonna con il bambino; è interessante sapere che l’immagine miracolosa viene scoperta attraverso un congegno meccanico in occasione delle principali festività, inclusa quella di S.Filippo Neri che occorre in data 26 maggio.

chiesanuova3

Anche i due dipinti ai lati sono opera di Rubens e rappresentano ciascuno una triade di Santi; e paradossalmente essi mi paiono meglio riusciti rispetto alla pala centrale, di per sé più importante. Ma lascio a voi il giudizio definitivo sui dipinti di Rubens, avendo fiducia che avrete la curiosità di vederli. Sempre di Pietro da Cortona sono gli affreschi del catino absidale e poi della cupola.

chiesanuova4

Nel catino possiamo ammirare la Madonna che, sospesa su una morbida nuvola e sospinta da giovanissimi angeli, sembra sul punto di raggiungere in volo la Trinità rappresentata nella cupola appena superiore; in essa Dio Padre e Dio Figlio sembrano provocare per attrazione un movimento circolare, e mi richiamano alla mente le immortali parole con cui Dante conclude la sua Commedia: “Amor che move il sole e l’altre stelle”. Ed è con questa sensazione di poesia e di Paradiso che desidero anche io terminare questa mia recensione.


libri che parlano di roma

9 comments

  1. Teresa

    Mi ha davvero incuriosito questa recensione ed appena capitero’ a Roma voglio assolutamente visitare questa Chiesa, soprattutto perché mi appassiona la figura di San Filippo Neri…non mi perderò neanche il museo :)))

  2. paola

    Apprezzo molto questo articolo che, con uno stile accattivante, ti incuriosisce e istruisce stimolando certamente una futura visita alla chiesa.

  3. Luca

    Recensione molto esaustiva e dettagliata, che mette perfettamente in risalto lo scintillio barocco della Chiesa Nuova, nonché la grandiosità dei nomi degli artisti che in questa chiesa hanno messo la loro indelebile firma. Che dire, viene proprio voglia di una visita per gustare l’impronta del Paradiso impressa nell’arte!

  4. Anna

    Mi è piaciuto molto il tuo articolo sulla Chiesa Nuova, è molto interessante. Sarebbe senz’altro una utilissima guida per una visita a questa Chiesa di Roma. L’entusiasmo con cui parli di queste opere d’arte fa sorgere il desiderio di vederle di persona per poterle apprezzare appieno. Penso che per questo tu abbia centrato completamente l’obiettivo del tuo lavoro. Complimenti!

  5. Mirko

    Davvero un bel articolo, nel contenuto e nella forma,
    una descrizione che diventa guida alla visita di questa Chiesa che richiama la bellezza della santità.

    Complimenti Fabri

  6. Vincenzo

    Questa recensione, molto ricca di riferimenti storici, mi ha permesso di conoscere opere d’arte che non avevo mai visto e di cui non conoscevo l’esistenza. Le foto illustrano bene le opere dei grandi artisti che hanno decorato la Chiesa Nuova ed onorano la memoria di un Santo molto caro al popolo di Roma. Anche la piacevole narrazione invoglia a venire a visitare questa gemma preziosa del Barocco romano.

  7. Fabio da Bolzano

    Una recensione veramente dettagliata, ricca di riferimenti storici e non solo. Difficilmente ho trovato recensioni che raccontavano con tanta dovizia di particolari, sorprende la grande conoscenza di opere di grandi artisti non conosciutissimi al grande pubblico. Caro ” Sgarbi delle Marche” trasmetti tanta vogli di una visita in questa chiesa di Roma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *