Visitare San Pietro a Roma

San Pietro: al principio vi è la meraviglia

In chi come me non è romano, entrando per la prima volta in San Pietro due emozioni confluiscono come torrenti interiori: la soggezione di fronte ad un luogo tanto nobile e sacro, ed il sentirsi accolti con sigillo ufficiale nella grande Roma, “città eterna”.

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sanpietro15L’ampio colonnato della piazza, progettato da Bernini, vi abbraccia per primo e l’imponente Cupolone di Michelangelo vi occhieggia già in lontananza: ma entrerete nel vero palpitare delle emozioni soltanto dopo esservi introdotti dalla colossale Porta di bronzo – che raffigura i sette Sacramenti – e aver messo piede nella Basilica.

La vostra sensazione di stupore e di beatitudine visiva dovrà essere simile a quella di Carlo Magno quando, nella messa di Natale del 25 dicembre 800, fu incoronato Imperatore da Papa Leone III: a testimonianza di questo indimenticabile evento vi è, proprio al centro dell’ingresso, il disco in porfido rosso egiziano sul quale Carlo si inginocchiò. I vostri occhi noteranno subito la maestosa altezza della Basilica (presso la navata raggiunge quota 46 metri, in cupola addirittura 132!).

Essa vi apparirà come un prezioso scrigno, il quale racchiude le multiformi specie di bellezza che si possono incontrare sulla terra.

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Il mio consiglio è di non costringere il vostro sguardo alle sole grandi opere, ma di lasciarlo vagare con libertà lungo tutta la Chiesa. Le differenti pose di ciascun angelo, le coinvolgenti espressioni del volto delle statue dei santi, l’originale fattura di ogni candelabro, altare e crocifisso: tutto in questo luogo ha un duplice significato, di bellezza esteriore e di simbolo morale, religioso, interiore. “Al principio della conoscenza vi è la meraviglia” sentenziava Aristotele; ecco, fate vostro questo motto se volete gustare e veramente conoscere la Basilica di S. Pietro.

San Pietro

Avrete inoltre necessità di una chiave di lettura per decifrare la Basilica, così da ricondurre ad un significato unitario la moltitudine di simboli ed elementi artistici. Qual è dunque la ragione di questa tempesta d’oro e di sfarzo? La celebrazione del potere del Papa, successore di Pietro – nato umile e rozzo pescatore, d’accordo, ma scelto da Gesù come principe tra i suoi apostoli e capo della sua Chiesa. Al punto che Cristo solennemente gli promise “Tu sei Pietro e sopra questa pietra io edificherò la mia chiesa e le porte dell’inferno non la potranno vincere” e ancora: “Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che avrai legato sulla terra, sarà legato nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli”.

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Questa Basilica, culla del cattolicesimo, rappresenta la singolare gloria che Dio in persona ha conferito alla Chiesa. Ed il fine di questa colossale sceneggiatura sacra, per quanto possibile all’arte umana, è di incarnare la “Chiesa trionfante”, ossia il Paradiso, la Gerusalemme celeste, il Regno dove – trascorsa questa vita – Dio dimorerà insieme a tutti gli uomini santi.

Immaginate pure che gli angeli battano le proprie ali dall’alto delle trabeazioni, che le statue dei santi così perfettamente plasmate siano corpi vivi e che i loro gesti vi interpellino personalmente ad entrare in questa sinfonia gloriosa, che trascende i confini del tempo poiché affaccia sull’orizzonte eterno.

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Percorrete pienamente con lo sguardo le mastodontiche colonne tortili del baldacchino, sotto al quale riposa il corpo di San Pietro, e giunti alla sua cima osate alzare ancora lo sguardo, tuffatelo sino alla vertiginosa sommità del Cupolone: Michelangelo lo pensò così perché voi, visitatori da lui distanti cinque secoli, poteste essere percorsi dai brividi di fronte alla sua grandezza! Guardatevi intorno e condividete l’esultante giubilo del S.Longino di Bernini, il centurione che si convertì alla fede, raccogliete il grido di S.Veronica che vi mostra il sudario presso cui il volto di Cristo si è impresso!

Eccovi infine all’ultima meraviglia, che fieramente si innalza di fronte a voi: l’altare della Cattedra di Pietro, che come gran parte della Basilica vaticana fu progettato dal passionale genio di Gian Lorenzo Bernini.

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I quattro statuari Padri della Chiesa – S. Atanasio, S. Giovanni Crisostomo, S. Ambrogio e S. Agostino – vi indicano il trono di Pietro (la “Cattedra”), attorniato da una dorata gloria di angeli del cielo, e al di sopra svetta un finestrone in alabastro raffigurante, in forma di colomba, lo Spirito Santo. All’approssimarsi del mezzogiorno e del tramonto l’effetto raggiunge la sua massima suggestione! Vedrete infatti la luce naturale letteralmente “traboccare” dalla finestra ed irradiare fisicamente la Basilica, simbolo della grazia di Dio che origina e conserva la vita spirituale della Chiesa.

Che ora scegliate di guadagnare l’uscita della Basilica o di prolungare lo stupore di quest’esperienza, il vostro battesimo di fuoco è avvenuto: siete divenuti amici della “città eterna” Roma e testimoni della sua grande gloria, per cui il genio dell’uomo si eleva sino all’eterno Dio.

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2 comments

  1. Luca

    La recensione incarna alla perfezione i sentimenti provati ogniqualvolta ammiro, già dall’esterno, la maestosità della basilica di San Pietro. Quest’ultima infatti suscita proprio l’impressione fisica di essere rappresentazione di quella che è definita Chiesa trionfante!

  2. Marina

    Sono romana ma con questa recensione ho scoperto cose che non sapevo, e la descrizione non è’ stata affatto noiosa!

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